Archivio di maggio 2012

Non basta “consigliare” la struttura sanitaria adeguata per trattare una determinata situazione clinica, ma il medico deveprodigarsi, anche se non ha la capacità di effettuare una particolare prestazione sanitaria richiesta, affinchè venga fatto tutto quello che è nelle sue capacità al fine di salvaguardare l’integrità della salute del paziente

 

E’ quanto emerge dalla sentenza 13457/2012 della quarta sezione penale della Cassazione.

 

Il caso di presunta malasanità, di presunto errore medico, di presunta negligenza medica trattato in tale sentenza riguardava la morte di un ragazzo di 19 anni deceduto nel luglio del 2004 a causa di un gravissimo shock scettico e una stasi ematica acuta.

 

I medici della struttura a cui si è  rivolto il ragazzo sono stati condannati ad 1 anno e otto mesi (una pena interamente condonata) e il dentista che si era limitato a consigliare la struttura sanitaria è stato condannato a risarcire i danni.

 

Scendendo nello specifico, e tentado di circoscrivere la novità della sentenza in questione, è utile sottolineare come la Leggi il resto di questo articolo »

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