Risarcimento Malasanità

 

Finisce drammaticamente la via crucis di una donna di 49 anni che da un intervento chirurgico, definito di “routine”, incontra la morte dopo 6 anni di complicazioni e sofferenze.

Un caso di malasanità, di errore medico, di negligenza medica che ha raggiunto la fine dell’iter giudiziario e ha condannato al risarcimento l’asl di Caserta.

La storia ha inizio nel 2007, quando la donna viene ricoverata all’Ospedale di Maddaloni a seguito di una diagnosi che riscontrava un “polipo alle corde vocali”.

Il “polipo” è un’escrescenza patologica che si forma su una mucosa o all’interno del connettivo sinoviale. Di solito si tratta di una formazione neoplastica di tipo benigno e la sua asportazione viene considerata oramai un intervento di tipo routinario.

Ma durante l’operazione la donna viene colpita da insufficienza respiratoria originata da un edema polmonare acuto, cioè un versamento liquido a livello polmonare, che costringe i medici a sottoporla ad una terapia “ad ossigeno” di tipo intensivo a causa del suo stato comatoso.

Questo segna l’inizio di un calvario segnato da vari ricoveri e interventi, nel segno di un peggioramento clinico progressivo che la condurrà alla morte e segnerà indelebilmente gli ultimi anni della sua vita all’insegna di un’incapacità a svolgere le normali funzioni biologiche e mentali. Un caso di malasanità, di errore medico, di negligenza medica che ha segnato un’esistenza.

Le diagnosi sono passate da un’emiparesi destra a un ictus ischemico, da una stenosi fibrotica sottocordale ad stenosi tracheale con una progressiva infermità mentale che le hanno impedito di essere autosufficiente nelle normali funzioni e ad essere interdetta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Le conclusioni del C.T.U. hanno evidenziato la presenza di “un edema polmonare acuto post-operatorio” e l’esito del giudizio civile promosso dalla famiglia, ha accertato il nesso di causa tra la gravità della situazione clinica e le complicanze insorte con l’intervento chirurgico, condannando l’Asl a risarcire i danni.

Risarcimento, che nonostante una sentenza irreversibile, deve ancora essere elargito.

Intanto la donna è deceduta nel febbraio scorso, dopo aver passato gli ultimi mesi in stato vegetativo.

Un caso di malasanità, di errore medico, di negligenza medica che ha sconvolto una famiglia.

 

Fonte: http://interno18.it/cronaca/32804/maria-grazia-uccisa-49-anni-dalla-malasanita-asl-caserta-condannata-ma-non-paga

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