Una malasanità, un errore medico, una responsabilità medica acclarata.
Non si è neanche resa necessaria l’azione giudiziaria. Il fatale errore medico in sala parto è stato pienamente riconosciuto dall’Asl 10 e, alla fine di una trattativa durata tre anni, il risarcimento ai genitori di una bimba venuta alla luce con gravissimi problemi nove anni fa al Nuovo San Giovanni di Dio è stato circoscritto attorno ad una somma che si aggira intorno al milione e 150 mila euro.
Una cifra talmente consistente da rappresentare una delle più alte pagate dall’ASL fiorentina in termini di risarcimenti e che riguarda la profonda sofferenza di una famiglia segnata nell’amore più importante, quello verso un figlio.
La vittima dell’errore medico è una bambina che oggi ha quasi dieci anni e che a causa di una scorretta manovra durante il parto ora soffre di un irreparabile danno cerebrale causa di gravissimi problemi neurologici.
La giovanissima è stata offesa nelle attività motorie principali con profondi problemi deambulatori e problemi psicologici conseguenti. A lei è impedito di fare un semplice corsa come quasi tutti i bambini della sua età.
I genitori esposti ad una sofferenza indicibile, hanno dovuto affrontare anche il calvario di un difficile percorso clinico che ha previsto due complicati interventi chirurgici, che nonostante l’esito positivo, non sono bastati per migliorare quella che i sanitari chiamano “displegia spastica con ritardo psicomotorio”.
Il caso della bambina risale al 2001, ma il percorso verso un giusto risarcimento per quello che risulterà chiaramente un caso di malasanità, di errore medico, di negligenza medica è iniziato soltanto nel 2006.
I genitori hanno riferito di essere stati più volte sollecitati a desistere dall’iniziare un’azione contro l’ASL e si erano per alcuni anni convinti che non c’era nulla da fare rassegnandosi alla loro difficile situazione.
Ma è rimasta sempre la voglia nascosta di capire se il dramma della loro piccola fosse imputabile a precise responsabilità mediche.
Così iniziò il percorso verso il giusto risarcimento, partendo da un accertamento medico-legale che rivelò, lasciando spazio a pochi dubbi che era stato commesso un tragico errore medico nel corso del parto. Per il percorso penale i termini erano già ampiamente scaduti ma sotto l’ambito civile tutto era ancora possibile.
Si aprì la contestazione nei confronti dell’USL e a seguito di tre lunghi anni di trattativa si è arrivati ad un’inusuale accordo extragiudiziale sulla base di una somma che si aggira, come detto, sul milione e 150 mila euro.
Una notizia del genere può incoraggiare chi si sente ingiustamente vittima di una caso di malasanità, di errore medico, di una negligenza medica di intraprendere il giusto percorso verso la riparazione del danno subito
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