Risarcimento Malasanità

Un nuovo presunto caso di malasanità, di presunto errore medico, di presunto danno medico che va a colpire uno dei timori che riguarda ogni paziente che si sottopone ad un’anestesia: quello di addormentarsi e poi non svegliarsi più.

 

Un caso che riguarda una donna, un medico di base apprezzato, che sofferente per dei calcoli alla cistifellea si doveva sottoporre al banale intervento chirurgico di asportazione. Sottoposta ad anestesia si è addormentata per non svegliarsi più e ritrovarsi oggi in uno stato di coma vegetativo, ritenuta probabilmente irreversibile.

 

Un caso di presunta malasanità, di errore medico, di danno medico decisamente sorprendente che è oggetto di un procedimento penale aperto gestito dalla Procura di Trento dopo la querela sporta dai familiari della vittima.

 

Un accusa di lesioni colpose che potrebbe aggravarsi in caso di decesso della paziente, al momento ricoverata in una struttura specializzata nel disperato tentativo di riabilitazione.

 

Un chirurgo e due anestesisti sono stati iscritti nel registro degli indagati in attesa di una perizia medico-legale che getti un po’ di luce su questo caso di presunta malasanità, di errore medico, di danno medico, al fine di circoscrivere le eventuali responsabilità mediche.

 

La vicenda, per quel che si può sapere, ha dei contorni assai complessi.

 

Sempra che la paziente, come detto medico di base esperto con più di mille pazienti in gestione, abbia preparato con cura questo intervento, scegliendo da chi farsi operare e segnalando, cosa importante, di avere un problema al palato.

 

Un cosa, quest’ultima, segnalata al fine di pretendere una particolare cura nell’operazione di intubazione. Operazione assolutamente di routine nell’applicazione di un’anestesia.

 

Proprio in questa fase sembra che siano nate le complicanze, forse originate da una manovra di intubazione maldestra compiuta da un praticante e non da un medico esperto.

 

Fatto sta che, secondo quello che emerge, la paziente resta 20 minuti senza ossigeno, e l’estremo intervento di tracheotomia compiuto per ventilare la paziente, è bastato per tenerla in vita, ma in uno stato di coma che con la vita, comunemente intesa, ha poco a che fare.

 

Da quanto detto, emerge un caso di presunta malasanità, di errore medico, di danno medico, di negligenza medica sul quale è necessario fare molta chiarezza perché i profili penali e civili che si profilano possono essere molto pesanti.

 

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