Risarcimento Malasanità

Il caso dell’errore medico, della errata diagnosi in presenza di un infarto in corso è un evento che talvolta balza alle cronache di situazioni da ascrivere alla cosidetta malasanità.

E a questo proposito le notizie della stampa riportano il caso, in Puglia, di uomo, che dopo una caduta sul lavoro, si è rivolto ad un Pronto Soccorso lamentando i sintomi di un infarto.

Angina pectoris, crisi dolorose, senso di opressione localizzato nei pressi dello sterno e dolori che si irradiano verso il braccio sinistro, verso la mandibola e la schiena.

I risultati dell’elettrocardiogramma, ad una lettura successiva, mostravano risultati anomali che se ben considerati avrebbero forse evitato di discutere oggi di un nuovo caso di presunto errore medico, di presunta malasanità.

Ma i medici del Pronto Soccorso hanno ritenuto che ci fossero gli elementi sufficienti per decidere di non ricoverare il paziente che viene dimesso con una prognosi di 7 giorni.

Dopo una settimana però l’uomo viene trovato dalla figlia accasciato e con la bava alla bocca.

Ai sanitari del 118 prontamente sopraggiunti, rilevata l’assenza di polso e di respiro, la mancanza di risposta a stimoli verbali e dolorifici e la presenza di un elettrocardiogramma piatto, non resta che constatarne il decesso.

I familiari valutato l’accaduto si sono rivolti ad un legale, inoltrando una denuncia alla Procura affinché si faccia chiarezza sulle cause del decesso e sull’eventuale presenza di responsabilità professionali dei medici che avevano trattato in prima istanza il proprio caro, mandandolo a casa nonostante un quadro clinico al quale doveva essere rivolta un diverso tipo di attenzione.

Va considerato che l’uomo viene dimesso con il codice bianco, nonostante gli esami richiesti dagli stessi medici del Pronto Soccorso suggerivano una modalità d’intervento molto diversa.

Il magistrato competente sta valutando l’opportunità di acquisire tutta la documentazione medica relativa al caso.

Lo stesso magistrato sta valutando la convenienza e l’opportunità di predisporre una riesumazione del cadavere e procedere ad una autopsia per poter valutare l’eventuale presenza di elementi a sostegno della tesi di reato di omicidio colposo, portata avanti dall’avvocato della famiglia.

Un presunto errore medico, una presunta malasanità, che originata da un errata valutazione in sede di diagnosi ha gettato nello sconforto e messo in difficoltà economiche un’intera famiglia.

Va ricordato che la valutazione della presenza di un infarto si basa, secondo l’odierna scienza medica su due esami complementari:

  1. Il dosaggio ematico degli enzimi cardiaci: A lo scopo di mettere in lucel’eventuale aumento della creantichinasi, l’enzima secreto dalle cellule del miocardio, quando vanno incontro a distruzione
  2. L’elettrocardiogramma: Ha il fine di rilevare l’eventuale sofferenza acuta del miocardio

Se permangono ancora dei dubbi di tipo diagnostico si può praticare in modo urgente una coronografia (radiografia delle arterie coronariche.

Attraverso una sonda, la coronografia può evidenziare lo stato di un’arteria.

 

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