Risarcimento Malasanità

Un chirurgo è un Responsabile di Reparto dell’ospedale di Careggi saranno sottoposti ad un processo per omicidio colposo. E’ questa la richiesta della Procura della Repubblica di Firenze.

 

Un caso di presunta malasanità, di presunto errore medico, di presunta negligenza medica che ha coinvolto un uomo di Greve in Chianti nel marzo del 2011 per un’occlusione intestinale non diagnosticata.

 

Secondo l’accusa della Procura, si è evidenziata una concatenazione di sbagli ed errori medici che hanno portato al decesso il paziente.

 

L’uomo si presentò al Pronto Soccorso dell’ospedale di Ponte a Niccheri in preda a lancianti dolori alla pancia. I sanitari, secondo le ricostruzioni fatte equivocarono quella che si rivelerà un’occlusione intestinale fatale con una gastroenterite da curare tranquillamente a casa.

 

Fu così dimesso dopo poche ore nonostante gli esami effettuati, da una valutazione posteriore, siano da ritenersi inadeguati e incompleti (sembra siano andate rotte alcune provette di sangue e non sia stata richiesta una visita chirurgica).

 

Ma dopo due giorni il paziente tornò al Pronto Soccorso dell’ospedale di Careggi sempre con fortissimi dolori. Dovette aspettare otto ore prima di essere portato nel reparto di Chirurgia dove gli fu diagnosticata l’occlusione intestinale e fu sottoposto ad intervento.

 

Un intervento chirurgico, sempre stando al giudizio della Procura, che causò, per imperizia, tre perforazioni dell’ileo terminale. Questo porto il paziente ad accusare una serie di difficoltà respiratorie mai riscontrate prima, che in prima istanza vennero diagnosticate come enfisema.

 

Difficoltà che invece dovevano suggerire uno nuovo intervento di revisione, che invece fu negligentemente ritardato nonostante i versamenti interni e un sospetto focolaio bronco pneumonico.

 

Un ritardo che si rivelerà fatale per la vita del paziente.

 

Un caso di presunta malasanità, di presunto errore medico, di presunta negligenza medica che ha portato due medici in tribunale.

 

Va considerato che l’occlusione intestinale deve essere ritenuta una grave patologia che consiste nell’arresto della progressione del contenuto (liquido, solido, gassoso) intestinale.

 

Può essere causata da una paralisi dei muscoli propri dell’intestino (ileo paralitico) o da un ostacolo vero e proprio (ileo meccanico).

 

I sintomi sono caratteristici:

 

  • Innanzitutto il dolore, prima a fitte, poi in modo costante, fino a scomparire quando però la problematica è in stato avanzato e irrimediabile (l’occlusione intestinale veniva chiamata in passato “male del miserere” perché le sofferenze cessavano in prossimità della morte).
  • Scomparsa di emissione di gas e feci
  • Fenomeni di vomito: prima di natura gastrica, poi biliare
  • L’addome può rigonfiarsi

 

Quindi in presenza di un’occlusione intestinale la mancata diagnosi tempestiva che porta ad un ritardo d’intervento può portare a conseguenze irreparabili.

 

Come sembra sia avvenuto nel caso dell’uomo di Greve in Chianti.

 

Una caso di presunta malasanità, di presunto errore medico, di presunta negligenza medica, che si risolverà in un aula di tribunale.

 

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