Risarcimento Malasanità

Un noto ospedale di Milano è stato condannato a risarcire una donna della provincia di Agrigento con una somma di 799.000 euro, come riparazione economica per il danno procurategli per errore medico.

 

Una conclusione giudiziaria che è il punto finale  di un percorso all’interno dei tribunali iniziato nel lontano 2004.

 

Un caso di malasanità, di errore medico, di danno medico consistito in una diagnosi errata che ha portato ad un errato intervento chirurgico che ha a sua volta procurato un’emiparesi del lato sinistro.

 

Un caso di malasanità che ha origine nel 1998, quando, ad Agrigento, la donna era stata ricoverata presso una struttura ospedaliera con una diagnosi che parlava di una possibile neoplasia cerebrale.

 

Quest’esito così “spaventoso”, ha portato la donna e i suoi familiari a rivolgersi ad una struttura che potesse garantirgli i più alti standard di cura.

 

La scelta cadde su un noto ospedale di Milano.

 

Presso questa struttura, la signora venne ricoverata per dieci giorni, durante i quali venne sottoposta ad un intervento chirurgico con il fine di asportare la massa tumorale.

 

Ed è qui che si materializza la malasanità, l’errore medico, il danno medico.

 

La biopsia effettuata e seguito dell’intervento accertava che non si trattava di tumore, bensì di sclerosi multipla, una diagnosi che avrebbe richiesto tutt’altro trattamento sanitario, tutt’altra cura e non quell’intervento chirurgico con i rischi che si portava appresso, come tra l’altro quello dell’emiparesi che poi si è verificata.

 

Un caso di malasanità, di errore medico, di danno medico, che, nel suo percorso verso il risarcimento, ha mostrato le sue complessità.

 

Si è puntato sul fatto che dal noto ospedale milanese, considerato un “eccellenza” in materia, ci si aspetta e si pretende una professionalità di livello più alto rispetto ad altre strutture sanitarie.

 

Cosa poi, riconosciuta dal giudice. Ecco perchè la condanna a risarcire è stata rivolta all’ospedale di Milano in questione e non a quello di Agrigento, responsabile comunque dell’errata diagnosi iniziale.

 

La sentenza afferma infatti che la struttura milanese, per la sua comprovata professionalità doveva procedere ad un approfondimento più puntuale sulla situazione clinica della signora prima di procedere ad un intervento così rischioso, poi rivelatosi inutile e dannoso.

 

Nel risarcimento è stato riconosciuto non solo il danno biologico e il danno morale causato, ma anche, considerata l’estrema difficoltà di deambulazione della signora, una quota a titolo di risarcimento per i costi relativi a 4 ore al giorno per l’assistenza generica e i costi per la fisioterapia (180 sedute l’anno) per tutta la vita, calcolata sulla base di un costo di 30 euro ciascuna.

 

Un caso di malasanità, di errore medico, di danno medico, giustamente risarcito.

 

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