Risarcimento Malasanità

Una Bambina che durante il parto lotta tra la vita e la morte, mentre, poco distante un medico e un’ostetrica si preoccupano già di come approntare e modificare la cartella clinica in modo che non ci siano prove che possano minacciare la bontà del loro operato.

 

Quelle che è emerge dalle indagini della procura di Napoli su quanto è successo all’ospedale di Boscotrecase è qualcosa che va oltre i casi di malsanità, di errore medico, di negligenza medica che abbiamo più volte descritto in questo blog.

 

E’ qualcosa che va a minare nelle fondamenta il già labile rapporto fra medico e paziente. Per carità, un caso di malasanità decisamente isolato, ma che ci dà l’idea di un degrado morale che farebbe impallidire Ippocrate e il suo giuramento.

 

La madre della bimba riferisce che si è resa conto che durante il parto le cose si sono rese subito difficili, tanto da rendere necessario l’intervento del primario, ma tutto è stato inutile e la piccola è deceduta.

 

Probabilmente non ci si è accorti in tempo dello stato ipossico del feto, anche perché nessun tracciato, secondo il racconto della madre è stato effettuato.

 

Infatti è proprio qui che nascono i primi sospetti dei genitori, quando si vedono comparire una cartella clinica con tanto di tracciato cardiotocografico. Una manomissione evidente, per i genitori, fatta al solo scopo di nascondere le negligenze perpetrate.

 

Un caso di malasanità, di errore medico, di negligenza medica che prede i contorni del dolo non solo di colpa.

 

Durante il parto uno dei classici casi di difficoltà è proprio il riscontro dello stato di ipossia fetale che necessita l’urgenza di estrarre il feto nel minor tempo possibile.

 

Il fatto che nessun tracciato sia stato effettuato è già un elemento di negligenza considerevole verso un’indicazione di responsabilità medica. Il tentativo di manomissione della documentazione relativa al parto emerge quasi come un’ammissione di errore.

 

Va detto che la testimonianza della madre non sarebbe probabilmente bastata per gettare luce sul fatto.

 

Infatti è l’emergere di una intercettazione ambientale nella quale si sente chiaramente il medico accordarsi con l’ostetrica sul come appianare il problema “cartella clinica”, a fornire la prova che sembra condannare con evidenza l’operato dei medici quel giorno.

 

L’indagine prosegue, ma certamente i dati che emergono sono perlomeno inquietanti.

 

Un caso di malasanità, di errore medico, di negligenza medica sicuramente estremo e ci auspichiamo isolato.

 

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