Risarcimento Malasanità

Difficile non sospettare che qualcosa non è andato. Arduo non propendere verso il pensiero di un nuovo caso di malasanità, di errore medico, di negligenza medica.

 

Una ragazza di 26 anni è deceduta a seguito di un’appendicite, a quanto pare, tardivamente diagnosticata. Un caso medico, l’appendicite, che per le conoscenze scientifiche e strumentali odierne, viene definito di routine che si conclude in una tragedia che non può ammettere con facilità i “se” e i “ma”.

 

Un caso di presunto errore medico, di presunta malasanità che mette sotto accusa la struttura sanitaria Santa Maria Goretti di Latina. L’esposto alla Procura della Repubblica è già stato inoltrato e ora si attendono le indagini di rito per far luce su un dramma che ha colpito un’intera famiglia e tutta l’opinione pubblica.

 

Già da una ventina di giorni la ragazza, poi deceduta, si lamentava di dolori via via più intensi. Il primo responso del medico di famiglia parla di influenza e la prescrizione si limita all’assunzione di un antibiotico.

 

Ma la situazione non si risolve e la sofferenza della giovane aumenta tanto da costringere i genitori ad accompagnarla presso la struttura sopracitata con l’intervento addirittura dell’ambulanza. Lì, la prima diagnosi sembra riportare tutto alla calma e a far rientrare sotto controllo il livello di preoccupazione. A quanto si riporta, sembra addirittura che l’uso dell’ambulanza sia stato considerato eccessivo per la situazione in essere e la ragazza viene rispedita a casa.

 

Ma le condizioni di salute degenerano e dopo due giorni la giovane viene riportata al Pronto Soccorso. Stavolta si opta per un esame strumentale che possa testimoniare con esattezza sulla problematica clinica. Il risultato dell’ecografia getta tutti nel panico: grave peritonite, probabilmente dovuta ad un’appendicite non trattata.

 

L’intervento chirurgico sembra l’unica soluzione ma si rivela inutile perchè la situazione è grave e dopo essere stata ricoverata in Rianimazione dopo due giorni la ragazza muore a seguito di una complicanza.

 

Come detto, seguendo la cronistoria del caso, difficile non sospettare un errore medico, una negligenza medica, una malasanità.

 

L’appendicite è un evento clinico talmente comune che il suo trattamento viene definito di routine. Colpisce di norma, entrambi i sessi e a tutte le età. Non è altro che l’infiammazione dell’appendice vermiforme, elemento facente parte dell’intestino crasso.

 

Dolore al basso ventre, accompagnato da nausea, vomito, febbre e diarrea ne sono i sintomi più diffusi anche se spesso possono essere fuorvianti. Ecco perché di solito si ricorre, oltre alla visita medica, all’esame strumentale, di solito l’ecografia, per procedere ad una diagnosi definitiva.

 

Tutto questo perché se l’appendicite nella sua prima fase rimane un evento clinico che non presenta oramai grosse difficoltà di trattamento, la sua evoluzione in peritonite, cioè la contaminazione batterica di tutto il cavo peritoneale che contiene gran parte degli organi addominali, introduce delle complessità cliniche che possono risultare fatali come nel caso della giovane in questione.

 

Ecco quindi che il sospetto della presenza di un errore medico, di una negligenza medica punta gli occhi su un ritardo di diagnosi, sulla negligenza curativa, che potrebbe davvero risultare responsabile dell’evoluzione mortale della situazione clinica.

 

Un caso di presunta malasanità, di presunto errore medico, di presunta negligenza medica che reclama chiarezza.

 

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Fonte dell’articolo: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/malasanit-morire-26-anni-appendicite-905434.html

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