Risarcimento Malasanità

Dopo i casi di presunto errore medico, di malasanità di Messina, sempre in Sicilia e precisamente a Palermo i giornali riportano di un nuovo presunto caso di malasanità durante il parto che ha comportato il decesso del nascituro.

La storia sembra ripresentarsi portando con sè gli stessi elementi: richiesta di taglio cesario, volontà medica invece di seguire la procedura del parto naturale e finale tragico con la possibile felicità per una nuova vita che si trasforma nel reale dramma della registrazione di una morte, e il grave sospetto di errori medici, di malasanità.

Stessi, anche gli elementi testimoniali. Da una parte i genitori che si rivolgono agli ufficiali pubblici per denunciare un caso alquanto sospetto, dall’altra tutto il personale medico intervenuto a chiamarsi fuori da ogni possibile sospetto di negligenza, giurando la rigorosa osservazione delle linee guida previste.

A proposito di linee guida, il ministro Fazio ha annunciato a breve, forse stimolato dagli ultimi casi di  errore medico, di malasanità, delle nuove linee guida proprio sulle procedure che riguardano il parto.

La nascita è uno dei momenti emotivamente più “forti” della vita di un’intera famiglia. Ovvio, che in epoca dove la tecnologia ha permesso di superare molti dei precedenti limiti, la pretesa di vivere questo momento con estrema felicità è ormai diventato scontato per tutti.

Altrettanto ovvio è, quindi, che l’attenzione e il grado di sicurezza che si deve fornire ai pazienti deve essere massima.

Controllare le apperecchiature e curare l’ambiente dove si svolge il parto, dare massima attenzione ai dati clinici, curare con attenzione le condizioni e la posizione della donna durante il travaglio, controllare costantemente i risultati del partogramma possono diventare elementi determinanti sul quale si gioca tra la felicità di una vita e il dolore di una morte, con le conseguenti accuse di presunta malasanità  ed errori medici.

I dati su casi di presunti errori medici, di malsanità, degli ultimi tempi, soprattutto nelle regioni meridionali d’Italia, hanno certamente un po’ allaramato la sanità in generale, soprattutto in un settore, quello ginecologico, dove si ritiene, a livello nazionale, di essere all’avanguardia.

 

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