Risarcimento Malasanità

Stavolta un presunto caso di malasanità, di errore medico, di danno medico colpisce il Sistema Sanitario della regione Molise.

 

Un giovane della provincia di Isernia di 2 anni rischia davvero di morire a seguito di un intervento di appendicite, operazione ritenuta nell’ambiente medico assolutamente di routine.

 

Il ricovero per l’intervento in un ospedale di Isernia è di qualche mese fa. Sembra andare tutto secondo un decorso normale ma passati 10 giorni dall’operazione iniziano i problemi.

 

La febbre supera i limiti di guardia, l’addome comincia a far male e dalla ferita esce liquido. Il giovane torna in ospedale ma viene rassicurato sulla normalità della situazione clinica.

 

Sembra solo una non preoccupante infezione sottocutanea trattabile con efficacia con un antibiotico. Ma la febbre, nonostante le indicazioni non accenna a scendere.

 

La famiglia preoccupata, riporta il giovane all’ospedale, sospettando un’infezione interna, ma viene ancora una volta tranquillizzata sul buon esito delle cure prestate.

 

Alla fine però, il padre, sfiduciato, decide di lasciare con il figlio, la struttura di Isernia e portarlo in una struttura sanitaria di Campobasso dove, immediatamente, si constata una situazione clinica ben più seria.

 

Il ragazzo viene operato d’urgenza e gli viene asportato una parte di intestino lunga 30 centimetri a causa di una setticemia in corso, un’infezione sottocutanea, che poteva, se ignorata ulteriormente, condurre al decesso.

 

Un presunto caso di malasanità, di errore medico, di negligenza medica, che dati i fatti, supera la presunzione verso un’evidente responsabilità medica basata su una diagnosi iniziale totalmente errata.

 

Quando si parla di appendicite s’intende la comunissima infiammazione dell’appendicite verniforme, una delle malattie più frequenti in assoluto che colpisce maschi e femmine di tutte le età.

 

Le statistiche parlano di 60.000-65.000 interventi di appindicectomia all’anno in Italia. Un intervento ritenuto semplice e rapido e dai brevissimi tempi di degenza se eseguita entro la prima fase dell’infezione.

 

Ecco perché le complicazioni e le conseguenze, decisamente mal curate, alle quali è andato incontro il giovane ventenne hanno portato la sua famiglia a sporgere denuncia verso la struttura sanitaria di Isernia.

 

Un caso di malasanità, di errore medico, di colpa medica che dovrà essere approfondito e una volta stabilite le eventuali responsabilità mediche dovrà portare al risarcimento del danno procurato.

 

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