
Quello che è successo all’ospedale di Cariggi di Firenze ha dell’incredibile e del fatale: un uomo muore a seguito di una trasfusione di sangue sbagliata, fatta con un gruppo sanguigno diverso.
Un caso di presunta malasanità, di presunto errore medico, di presunta negligenza medica che lascia sgomenti.
Ora l’indagine della Procura è naturalmente scattata e il primo obiettivo degli inquirenti è individuare la persona che materialmente ha somministrato la sacca di sague errata, destinata ad altro paziente.
Saranno sentiti medici ed infermieri e sarà passata al setaccio la modalità di identificazione del paziente utilizzata in reparto.
L’uomo, sessantunenne di Sesto Fiorentino, ricoverato per una grave patologia, non doveva ricevere sangue. Questo dato, è il primo elemento certo emerso dalle indagini.
Un caso di presunta malasanità, di presunto errore medico, di presunta negligenza medica che perde i contorni dell’errato scambio di sacche sanguigne. Il paziente non aveva bisogno e quindi non era previsto ricevesse una trasfusione.
Il riscontro dell’Azienda Ospedaliera sotto accusa va però in direzione diversa: non ci sarebbe nessun nesso di causa tra l’errore, a quanto sembra effettuato da un’infermiera, e la morte del paziente che secondo la struttura versava già in condizioni ritenute gravissime, tanto che era già stato sottoposto all’amputazione del piede per gangrena ischemica.
L’errore medico però, innegabilmente c’è stato e l’idagine aperta dalla Procura è sembrata doverosa.
L’aumento di errori nelle trasfusioni è stato sottolineato anche da Antonio Palagiano, presidente della Commissione parlamentare sugli errori sanitari, che ha parlato di “turni di guardia troppo lunghi” da parte degli addetti sanitari.
Un caso di presunta malasanità, di presunto errore medico, di presunta negligenza medica che farà ancora parlare.
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