Risarcimento Malasanità

Malasanità? Errore Medico? Negligenza medica?

Ancora tutto da chiarire. Non sono serviti fino ad ora, due lunghi anni di indagine, per concludere l’esame autoptico portato avanti dal prof. Di Mizio del reparto di Medicina Legale dell’Università di Catanzaro, su incarico della Procura della Repubblica.

La signora Concetta Rauti è deceduta all’ospedale “Pugliese” in seguito ad una caduta accorsa a dopo una lite scoppiata, per banali motivazioni, tra il marito della donna ed un vicino di casa.

I familiari, sul piede di guerra, denunciano con profonda sofferenza lo stato delle indagini e i lunghi giorni, a loro avviso, trascorsi nel dimenticatoio, del caso che riguarda la loro cara.

Si professano, assolutamente e tristemente all’oscuro di tutto quello che è successo e dei motivi che hanno portato al decesso la loro congiunta, non nascondendo sospetti sull’operato dei  medici, sospetti su un caso che si potrebbe ascrivere tra quelli definiti di malasanità, di errore medico, di negligenza medica.

Tutto è accaduto un giorno di novembre quando la donna, cercando di mettere fine ad una furiosa discussione tra il marito ed un vicino di casa finì, per cause, anche qui, ancora ben da chiarire scaraventata sull’asfalto.

Trasportata dal 118 al Pronto Soccorso del “Pugliese” lamentò sempre nei confronti dei sanitari degli atroci dolori.

La visita definita dai familiari “sommaria” portò alla dimissione della donna con la diagnosi di “riferita contusione all’anca destra”. Rientrata a casa, la signora non smise di lamentare dolori e sofferenze atroci.

Riportata all’ospedale utilizzando un’ambulanza privata, questa volta, venne sottoposta ad accertamenti più approfonditi, e gli esami radiologici misero in evidenza una frattura al femore.

Venne ricoverata immediatamente ma la sua situazione clinica continuò inesorabilmente a peggiorare tanto da rendere inevitabile il trasferimento nel Reparto di Rianimazione.

La signora Concetta Rauti per un intero mese soffrì atrocemente, per la maggior parte del tempo in stato comatoso e il suo cuore cessò di battere alla fine del mese di dicembre del 2008.

La Procura della Repubblica, come detto, intervenne per cercare di fare luce su quello che era successo, emettendo addirittura dieci avvisi di garanzia al fine di verificare se si trattasse proprio di un presunto caso di malasanità, un presunto caso di errore medico, un presunto caso di negligenza medica.

La vicenda sembra però essere ancora lontana dalla definitiva soluzione e i familiari, fra dolore e rabbia, annunciano che non si fermeranno finchè il tragico evento che ha portato alla morte la loro cara congiunta non avrà una spiegazione soddisfacente.

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