Risarcimento Malasanità

La notizia la dà la Stampa. A quanto pare un errore medico tragico, una malasanità mortale.

In provincia di Torino, una donna di 77 anni trova la morte a seguito di una trasfusione di sangue errata che le ha provocato un’immediata crisi respiratoria. La donna in coma, trasportata d’urgenza in rianimazione, è deceduta da lì a poco. Inutili sono stati i tentativi di riparare all’errore.

I primi approfondimenti sull’accaduto hanno praticamente già accertato che l’infermiere addetto ha scambiato le sacche di sangue, dando alla sfortunata signora del sangue destinato ad un’altro paziente. Un caso di errore sanitario da far rientrare tra i cosidetti casi di malasanità, intesa come tutto ciò che porta ad un danno evitabile con l’osservanza delle procedure stabilite.

Le sacche appoggiate ad un mobile nei pressi della paziente deceduta sono state ritenute, con tragica superficialità, da destinare proprio alla donna poi deceduta. La crisi cardiaca non si è fatta aspettare e il pronto intervento dei medici, una volta riconosciuto l’errore, non è  bastato a salvargli la vita e impedirgli di essere un’altra vittima di un caso di malasanità.

Certo, come sostengono i dottori, sarà l’autopsia a stabilire il nesso tra il tragico errore e la morte, tenuto conto che le condizioni iniziali della paziente erano già preoccupanti, ma il sospetto di una grave responsabilità non si può negare.

La donna era giunta all’ospedale con la diagnosi di un emoraggia al tubo digerente in corso forse dovuta ad una lesione del duodeno. Riscontrata una forte anemia i medici hanno prescritto subito una trasfusione. Poi l’errore dello scambio delle sacche che ha portato alla crisi respiratoria.

L’errore medico consistente nel mancato riconoscimento del sangue appropriato ad un determinato paziente durante una trasfusione rimane uno dei più gradi pericoli della procedura stessa.

Anche la sola trasfusione di pochissimi cc di sangue non appartenenti al quel determinato gruppo sanguigno del paziente, può provocare delle risposte di tippo immunitario simili ad una vera e propria allergia che conduce anche ad uno shock anafilattico dalle conseguenze anche gravissime e in  alcuni casi mortali.

Le responsabilità che potrebbero emergere nel caso di Torino, coinvolgerebbero sia l’infermiere che ha scambiato le sacche, sia il medico che gliela ha effettivamente somministrata, dato che la procedura prevista contempla il doppio controllo, quello di entrambi.

Un presunto errore medico, un presunto caso di malsanità nel quale una donna di 77 anni ha perso la vita.

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