
Noi ci occupiamo di casi di malasanità, di errori medico, di casi in cui viene chiamata in causa la responsabilità professionale di un medico. Di certo questo ambito, il mondo della malasanità, è nel momento del “boom” dell’attenzione mediatica.
Considerando il fatto che la tecnologia ha alzato di molto le possibilità di cura e le conseguente “pretesa” di essere “curato bene” del paziente-utente, siamo nel periodo dove il caso dell’ errore medico “eclatante” è all’ordine del giorno su un TG, su un giornale o alla radio.
Questo, ovviamente, getta una meritata ombra di discredito su situazioni di inaccettabile superficialità nella gestione del bene più prezioso, cioè quello della salute, che vanno giustamente combattute e perseguite. Dall’altra parte, ovviamente, e siamo i primi a dirlo, questo getta una immeritata “colpa a priori” anche su tutti quelli che in ambito sanitario svolgono il loro lavoro con la preparazione, attenzione e passione che questa professione impone.
Aiutare e mettere a disposizione le nostre conoscenze professionali a chi si reputa vittima della malasanità, di un errore medico, quella che è in fin dei conti la nostra mission, non ci impedisce certo di riconoscere che fare il medico e lavorare in ambito sanitario è una scelta professionale, per chi la fa con coscienza, sicuramente impegnativa e per certi versi coraggiosa.
Il medico, oggigiorno, deve rispondere con il suo operato, al singolo paziente ma anche alla società nella sua globalità. Un esempio su tutti, gestire il conflitto che può nascere tra la necessità delle cure e la odierna pressione per il contenimento dei costi sanitari.
Quindi in un certo qualsenso il medico oggi, tra le altre virtù, deve possedere la capacità di tollerare e affrontare l’incertezza. Decidere clinicamente cosa fare, significa stabilire insieme al paziente cosa sia bene fare in una determinata circostanza. Questo comporta necessariamente che la competenza professionale del medico deve essere una sintesi tra conoscenze tecniche e capacità relazionali. E’ il rapporto fiduciale che fa la differenza. Senza la fiducia del paziente e della società l’esercizio adeguato della medicina è impossibile.
Probabilmente molti errori medici che si commettono, che vanno ad incidere pesantemente sulla salute e sulla vita del paziente, che vanno a comporre il mondo della malasanità e che per questo vanno giustamente perseguiti, nel presupposto inviolabile del diritto alla salute, sono il frutto anche della progressiva scomparsa del tradizionale rapporto medico-paziente.



