Risarcimento Malasanità

Davanti ad un caso di malasanità, di errore medico, logico che bisogna circoscrivere e delineare le presunte responsabilità personali.

La figura del medico di guardia, usualmente opera secondo le direttive dettate dal dirigente sanitario o dall’autorità amministrativa dirigente dell’istituto.

I medici di guardia operano attraverso prestazioni episodiche e legate alla necessità del momento mentre è al responsabile della struttura che viene affidata la coerenza e delle scelte diagnostiche e terapeutiche.

Quindi sul medico responsabile della struttura pesa l’obbligo di garanzia derivante dalla legge, mentre per gli altri occorre  indagare quali presunte colpe gli si possono addebitare, dovendo accertare i ruoli e le sfere di competenza dei sanitari chiamati in causa.

Ovvio che tutti gli operatori di una struttura sanitaria, medici e paramedici, hanno un obbligo di tutela della salute dei pazienti per il turno di lavoro.

Ciascun sanitario deve conoscere e vagliare l’attività precedente svolta da altro collega e deve controllarne la correttezza e nella necessità porre rimedio ad errori altrui che risultino evidenti in base al riferimento delle comuni conoscenze scientifiche del professionista medio.

Il medico che ha la responsabilità del reparto deve essere a conoscenza almeno delle situazioni di emergenza esistenti al momento della sua assunzione di responsabilità e non può essere scusabile il sostenere che gli infermieri non abbiano mai richiesto il suo intervento, durante la notte, essendo dovere del medico di guardia, di prendere immediata visione delle specifiche situazioni degli ammalati, soprattutto di quelle più delicate e quindi deve assicurarsi la corretta applicazione delle terapie prescritte, seguendo di persona l’evolversi della situazione clinica fino alla conclusione della situazione di rischio.

Un caso di malsanità, che ha riguardato un medico di guardia di recente è successo a Genova, dove un professionista invece di assicurare il proprio servizio come medico di guardia, riceveva i pazienti nel suo studio privato, ed èstato rinviato a giudizio con l’accusa di interruzione di pubblico servizio, peculato e truffa al servizio sanitario.

Un caso di malasanità evidenziato dal fatto che è emerso che lo stesso medico avrebbe sostenuto interventi di mastoplastica senza possederne la specializzazione prevista.

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