Risarcimento Malasanità

 

Ci ricordiamo “General Hospital“, non ci siamo persi neache una puntata di “E.R.”, ci siamo appassionati ad “Grey’s Anatomy“, abbiamo sentito parlare di “Nip/Tuck“. Poi ci sembrava ovvio che la “medical fiction” sbarcasse in Italia.

E così ci siamo divertiti con un “Medico in Famiglia” e siamo, fortunatamente passati indenni da “Terapia d’urgenza” e “Medicina generale“.

Non nascondiamo che nel settembre 2008 l’annuncio della messa in onda di una serie Tv, che aveva l’intenzione di scoperchiare il problema della malasanità in Italia, anche se attraverso le lenti sicuramente “dilatate” della fiction, ci aveva destato non poca curiosità.

Crimini Bianchi“, doveva essere ed è stata solo in parte, nelle intenzioni della agenzia di produzione Taodue di Pietro Valsecchi, una serie televisiva formata da 12 episodi di 50 minuti circa ciascuno, incentrata su una vicenda nella quale alcuni medici dando vita ad un’associazione che presta aiuto a dottori e pazienti vittime della malasanità, hanno l’intenzione di porgere una mano a chi ha subito un danno da un malfunzionamento dell’apparato sanitario.

Il tutto nasce dalla morte per errore medico in sala operatoria di un amico di uno dei promotori dell’associazione, che naturalmente dovrà affrontare tutte le difficoltà, l’atteggiamento ormetoso e aggressivo delle direzioni delle strutture sanitarie.

Il cast era certamente di ottimo livello (Ricky Menphis, Daniele Pecci, Christiane Filangieri ecc) e anche il prodotto televisivo in sè, seppur non all’altezza dei prodotti americani, a nostro parere, in quel genere, sul panorama italiano, non aveva eguali.

La realtà è che lo share, supremo giudice dei format televisivi, non l’ha premiato e spostato da canale 5 a Italia 1, “Crimini Medici” è stato sospeso alla 6° puntata.

Certamente la polemica generale delle associazioni mediche e di alcuni esponenti politici, prima e durante la messa in onda, non hanno aiutato la serie Tv ad essere presa per quello che era: certamente una fiction, con tutti i limiti che la circoscrivono, ma anche uno strumento per dare visione ad un problema vero, quello della malasanità, che esiste e che sicuramente non giova a nessuno nasconderlo.

L’appello generalizzato contro la fiction ha funzionato? O il flop della fiction è dovuto soltanto al fatto che il pubblico non era pronto e maturo per un prodotto del genere?

La risposta forse interessa poco. Quello che è importante, forse, ed era questo che ha indirizzato i produttori su questo filone, è che 30.000 denuce all’anno per malasanità non possono essere ignorate.

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