
Un errore medico che paradossalmente porta con sè un lieto fine. La diagnosi, durissima, di un tumore che ti lascia solo, in previsione, qualche scampolo di vita si rivela errata ma hai qualche difficoltà ad accoglierla con la massima esplosione di felicità.
E’ proprio vero, non ci sono a priori buone notizie o cattive notizie. Dipende dalla situazione in cui ti trovi e dalla reazione soggettiva di fronte ad un evento esterno.
E’ quello che è capitato, secondo una notizia riportata dal Corriere della Sera nel 2007, ad un inglese poco più che sessantenne. La storia agrodolce di John Brandrick inizia nel 2005, quando, dopo aver lamentato vari disturbi, in seguito ad accertamenti gli viene diagnosticato un cancro al pacreas delle dimensioni di 7 centimetri.
Come nella maggior parte di chi soffre di tumore al pancreas, anche John, al momento della diagnosi scopre che il cancro è in stato avanzato e il risveglio dopo la notizia della prognosi non è dolce come il canto dell’usignolo: sei mesi di vita.
Il cancro al pancreas è statisticamente uno dei più difficili da trattare e i numeri dicono che dopo 5 anni dalla diagnosi in pochi sono ancora in vita.
John, riceve la conferma del risultato, quello che si rivelerà un fatale errore medico, anche da uno specialista gastroenterologo, e davanti ad una notizia del genere, difficile, restare impassibili.
Così John, assorbito il tremendo “colpo”, si accorge che ogni minuto che passa è una pepita d’oro che sfugge dalle mani e decide che prima di accomiatarsi da questa esistenza è giusto “spassarsela ” un po’.
Così lascia il lavoro, vende l’auto di proprietà, e regala il suo guardaroba invernale, perchè essendo l’inizio dell’estate è sicuro che non gli servirà più. E con la compagna inizia una serie di viaggi tra ristoranti e hotel di lusso, tra il più sfacciato ozio e il più intenso divertimento.
Più si avvicinava l’ora fatidica e più, paradossalmente, si sente fisicamente meglio, tanto che i sei mesi passano ma l’energia vitale che avrebbe dovuto progressivamente lasciarlo, scorre ancora senza indugio nelle sue vene.
Decise allora di sottoporsi ad un controllo e tra lo stupore suo e della sua compagna scopre che il cancro al pancreas è scomparso e riluttante a credersi un miracolato scopre che in realtà non c’è mai stato, che la diagnosi precedente era sbagliata, ma anche che il clamoroso errore medico ha avuto la strana capacità di salvargli e rovinargli la vita allo stesso tempo.
John sta pensando ad una causa contro la struttura ospedaliera, che ovviamente nega ogni tipo di responsabilità.
Un caso di malasanità, di errore medico che porta a confermare che “non tutto il male viene per nuocere”, ma anche, forse, a scoprire che “non tutto il bene porta felicità”.
Forse questo ci insegna che un esame medico che ci porta brutte notizie deve trovare più conferme scientifiche e solo dopo queste deve trovare in noi, comunque, la forza di reagire ad ogni tipo di responso.



