Risarcimento Malasanità

Una ricerca in ambito assicurativo del 2005 dà del fenomeno malasanità un quadro preoccupante:

Ogni anno in Italia 8 milioni di persone vengono ricoverate in ospedali pubblici o privati.

Di questi 320.000 (4%) riporta danni alla salute causati da errore medico o aventi avversi.

Avvengono dai 14 ai 50 mila decessi. Sono 260 i milioni sborsati dovuti al prolungamento delle degenze e sono 12 mila le cause pendenti.

Tra le cause accorse per responsabilità medica circa la metà è imputabile a errore umano (48%), circa un terzo a disservizi delle strutture (33%) e ravvisabili sono anche i ritardi nei soccorsi (5,4%).

Entrando nello specifico si segnalano inefficenza e distrazione (32%), negligenza nell’assistenza infermieristica (23%), malfunzionamento di apparecchiature e strumenti (17%), somministrazione errata di farmaci (13%), errate terapie e trattamenti (8%), inesatta compilazione cartelle cliniche (5%).

I luoghi ospedalieri che espongono più al rischio di malasanità sono: la sala operatoria (32%), il reparto di degenza (28%), dipartimento d’urgenza (22%), l’ambulatorio (18%).

Alcune ricerche sostengono addirittura che i decessi dovuti a errori medici siano superiori a quelli causati dagli incidenti stradali.

Il numero crescente di denunce in questo ambito ha portato le compagnie assicurative ad aumentare i premi assicurativi in ambito di responsabilità medica.

Un aumento, in certi casi, stimato nel 250% in 15 anni.

Gli specialisti più esposti sembrano essere i ginecologi e i chirurghi plastici, che possono arrivare a pagare un premio annuo assicurativo che può arrivare ai 10.000 euro.

La media si assesta intorno ai 3-4 mila euro annui.

Si stima che l’80% dei chirurgi subirà almeno una richiesta risarcitoria nel corso della sua carriera da professionista.

Tutti dati che possono portare ad una preuccupazione generale. Giusto parlarne e confrontarsi, basta che l’unico argomento non sia che il capro espiatorio della difficile situazione sia l’eccessiva spinta di consulenti verso l’iniziativa giudiziaria da parte dei pazienti e che la malasanità sia solo un’invenzione di approfittatori.

Il lavoro è un diritto … come la salute!!

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