Risarcimento Malasanità

 

Questa è una storia finita sui giornali nazionali. E’ la vicenda si un ragazzo di 27 anni, tetraparetico, che a causa di una malasanità, di una serie di presunti errori medici ha dovuto sopportare tante sofferenze ma che grazie alla sua enorme forza di volontà ha saputo dare comunque un senso alla sua vita, un significato ai suoi giorni

Il giovane prenderà la laurea in informatica presso l’Università di Salerno. Una rivincita personale contro i problemi che hanno reso la sua esistenza un calvario

La sua vicenda va ascritta tra i casi di malasanità, di errore medico che troppo spesso, oramai, rubano l’attenzione dei media.

Il 5 agosto del 2000, il ragazzo, allora diciasettenne, è colpito da una pallonata alla testa mentre gioca a calcetto con degli amici.

Passati alcuni giorni, comincia a lamentare dei forti dolori proprio al capo. Recatosi presso la struttura sanitaria di Mercato San Severino viene subito dimesso con il responso medico che parla di una semplice “cervicalgia”.

I disturbi, i fastidi e dolori continuano e il ragazzo viene portato al San Leonardo di Salerno per eseguire una T.A.C.

L’esito è drammatico: tumore al cervello in stato avanzato.

Lo stesso esito diventa tragico se visto in base all’aspettativa di vita: alcuni mesi e non di più.

Questa, che si rivelerà una diagnosi sbagliata, sarà la base di un errore medico, di un caso di malasanità che come molti altri finirà sui tavoli di un tribunale.

Ma prima di scoprire l’errore in sede di diagnosi, l’errore medico che darà inizio a tante sofferenze, il ragazzo viene sottoposto ad un ciclo di 23 radioterapie che lo renderanno sempre più debole e magro.

Sarà la voglia di non arrendersi dei genitori che porterà a scoprire che la diagnosi di Salerno era errata, che quello era un errore medico.

Infatti una biopsia fatta all’ospedale di San Giovanni Rotondo ribalterà la precedente diagnosi: non c’è nessuna formazione tumorale, nessuna neoplasia, nella testa del ragazzo.

Ma ad un buona notizia fa da contraltare una cattiva: la pallonata alla testa di cui abbiamo parlato all’inizio della vicenda ha causato lo spostamento della prima vertebra cervicale e il ragazzo è stato vittima di una ischemia cerebrale che ha paralizzato tutta la parte destra del corpo.

I genitori ritengono che le inutili cure radioterapiche, basate su un errore medico, su una diasgnosi sbagliata, abbiano contribuito pesantemente ad aggravare lo stato di salute del figlio.

Per questo hanno deciso di citare in tribunale i due ospedali che hanno sbagliato la diagnosi. Il processo dura da sette lunghi anni.

Le conseguenze dell’errore medico, della diagnosi sbagliata, si sono evidenziate nella perdita dell’uso della parola, anche se il ragazzo, grazie alla cura e all’ingegno della madre ha trovato il modo di esprimersi, e nella perdita della funzionalità di tutta la parte destra del corpo.

Conseguenze che non hanno abbattuto né il ragazzo né la sua famiglia e il giorno fissato per la tesi di laurea sarà il momento del loro riscatto. Un giusto premio a chi ha saputo “aver voglia di vivere” nonostante i tanti motivi che avrebbero potuto giustificare una resa.

Da un caso di errore medico, di malasanità si è arrivati a un caso da prendere come esempio per voglia, determinazione e motivazione.

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