Risarcimento Malasanità

La problematica legata al contenzioso in ambito medico si amplifica ulteriormente nel caso in cui le prestazioni sanitarie in oggetto riguardino la salute materno-fetale non solo per il riconosciuto interesse giuridico e sociale legato alla gravidanza e alla maternità, ma anche per l’assunto che il miglioramento delle possibilità diagnostiche in gravidanza e di assistenza al parto debbano ormai garantire il diritto alla nascita di un bimbo sano.

L’ecografia, per esempio, grazie al massiccio uso e alla totale mancanza di invasività, è ritenuta ormai un esame che erroneamente viene considerato infallibile.

Da qui il naturale rifiuto della possibilità del verificarsi di eventi sfavorevoli, che portano sempre a presumere errori medici, errori professionali, passibili di richiesta risarcitoria.

Bisogna invece considerare che l’errore di diagnosi ecografica non sempre e necessariamente è conseguenza di un errore dell’operatore. La stessa letteratura medica indica che un 10% delle malformazioni fetali può sfuggire all’esame ecografico per dei limiti di sensibilità e di affidabilità dell’indagine.

L’ecografista, quindi, può essere chiamato a rispondere soltanto per danni derivanti da  un’errata o mancata diagnosi ecografica attribuibili a sua imperizia, imprudenza e negligenza o ad inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline che possono essere:

  • Mancata prescrizione o effettuazione dell’indagine ecografica nel periodo convenzionalmente stabilito
  • uso dell’apparecchio inadeguato
  • malfunzionamento dell’apparecchio
  • errata scelta della metodica
  • mancata prescrizione di tecniche diagnostiche complementari
  • errata modalità di esecuzione tecnica dell’indagine
  • errata lettura o interpretazione delle immagini ecografiche
  • errata refertazione
  • omessa o incompleta informazione alla paziente

Bisogna comunque ricordare che l’errore del medico, per essere fonte di responsabilità medica deve aver generato il verificarsi di un danno al paziente con la dimostrazione di un rapporto di causalità tra i due fatti.

E proprio in riferimento al concetto di “nesso causale”, la giurisprudenza ha più volte sentenziato che esso sussiste anche quando la prestazione del sanitario, se correttamente e tempestivamente intervenuta, avrebbe avuto non già la certezza, bensì serie probabilità di successo poi precisate in “elevato grado di probabilità prossimo alla certezza” e poi in “alto o elevato grado di credibilità razionale o probabilità logica”.

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