Risarcimento Malasanità

Ci sono varie modalità di applicazione della ossigenoterapia:

 

  1. Incubatrice: Permette un’ossigenazione imperfetta, di cui è molto difficile apprezzare la concentrazione. Questo porta ad approfondire bene la gravità del caso prima di praticare un’ossigenoterapia in incubtrice
  2. Tenda ad ossigeno: Sorta di cappa protettiva in plastica rigida collegata a due tubi, uno per l’erogazione dell’ossigeno (e talvolta di aria) e l’altro per l’evacuazione dell’andride carbonica, è il sistema più utilizzato per ossigenare il neonato
  3. Intubazione e ventilazione assistita: Sono utili nel trattamento delle forme severe di distress respiratorio
  4. Maschera: E’ un eccellente metodo di ossigenazione, ma richiede la presenza continua di un’infermiera
  5. Sonda nasale: La concentrazione di ossigeno nell’aria così somministrata non può superare il 50%

 

Va detto che l’ossigeno, come tutti i farmaci, presenta un certo grado di tossicità, che risulta maggiore se la sua concentrazione nell’aria somministrata è elevata, se l’utilizzo è prolungato e se il malato è in tenera età.

 

Le possibili complicanze sono:

 

  • problemi cerebrali (convulsioni)
  • problemi retinici (lesioni che possono portare alla cecità)

 

Quando essere sottoposto a ossigenoterapia è un neonato, questo deve essere seguito con uno stretto monitoraggio

 

Esiste anche la ossigenazione iperbarica che consiste nella somministrazione di ossigeno a una pressione superiore di quella atmosferica.

 

Viene praticata soprattutto in caso di intossicazione da sostanze che impediscono la fissazione dell’ossigeno sull’emoglobina (in particolare l’ossido di carbonio, acido cianidrico, cianuri, clorati ecc.) o in caso di embolia gassosa (migrazione di bolle di gas nei vasi sanguigni), accidentale o causata da un incidente in immersione.

 

L’aumento della pressione riduce il volume delle bolle gassose e accresce la quantità di ossigeno disciolto nel sangue.

 

L’ossigeno ad alta pressione ha inoltre proprietà battericide e cicatrizzanti.

 

Il trattamento si effettua in una camera iperbarica a tenuta stagna, disponibile soltanto in alcuni centri ospedalieri.

 

La somministrazione di ossigeno iperbarico deve rispettare procedure ben precise per evitare complicanze neurologiche (convulsioni) o polmonari (edema).

 

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