Risarcimento Malasanità

La chirurgia, per molti anni è stata l’unica modalità di trattamento dei tumori umani.

L’impressionante progresso delle conoscenze della biologia e della storia naturale dei tumori, la scoperta e lo sviluppo di farmaci chemioterapici e l’affermazione di nuove tecnologie per l’esecuzione della radioterapia hanno premesso di circoscrivere meglio il ruolo che deve avere la chirurgia nella cura oncologica.

Si possono identificare tre ambiti nei quali la chirurgia ha propria specificità 

  1. preventivo
  2. diagnostico
  3. terapeutico

La Chirurgia Preventiva

La chirurgia preventiva consiste nel trattamento di tutte le alterazioni ereditarie o di tipo familiare associate con elevato rischio di tumori.

Ne sono esempi:

  •  il criptorchidismo (l’elevato rischio di tumore al testicolo): il trattamento chirurgico adeguato si definisce orchiopessia
  •  la neoplasia endocrina multipla di tipo II e III: il trattamento chirurgico adeguato è la tiroidectomia, per evitare il rischio di carcinoma midollare
  •  la poliposi multipla del colon: il 50% dei pazienti sofferenti di questo tipo di manifestazione clinica, prima dei 40 anni e il 100% entro i 70 anni sviluppano un tumore al colon. Si ritiene opportuno quindi un intervento chirurgico di colectomia prima dei 20 anni.
  • La rettocolite ulcerosa: il 3% dei bambini entro il decimo anno e il 20% nelle decadi successive sviluppano un tumore del colon. La colectomia è indicata una voltà definita la cronicità del problema.
  • Le lesioni precancerose (leucoplachia, eritroplasia, papillomatosi, craurosi vulvare): vanno asportate per evitare il rischio di carcinoma del cavo orale, del laringe e della vulva.

La Chirurgia Diagnostica

La parte più importante del lavoro di diagnosi di cancro del chirurgo sta nell’acquisire, mediante biopsie, un frammento di tessuto per la diagnosi istologica.

La biopsia può essere incisionale, se consiste nella rimozione di un frammento di tessuto da una grande massa tumorale, o può essere escissionale, se prevede l’asportazione dell’intera lesione sospetta.

Il prelievo può essere eseguito da tessuti superficiali, da linfonodi in endoscopia o da tessuti profondi.

Le biopsie indicano la natura della lesione tumorale e precisano lo stadio patologico della malattia neoplastica, permettendo di impostare una corretta terapia.

Per determinare lo stadio patologico del cancro è fondamentale che il chirurgo conosca approfonditamente la storia naturale della malattia al fine di effettuare biopsie mirate.

Va ricordato, poi, in ambito di diagnostica tumorale, il posizionamento chirurgico di clips radiopatiche, con il fine di permettere di delimitare l’area di malattia naturale da trattare con radioterapia.

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