Risarcimento Malasanità

Un paziente può essere seguito da più medici e il concetto di responsabilità medica, in questa situazione va debitamente inquadrato.

Innanzitutto vanno distinte due situazioni:

  1. I medici che hanno preso in cura il paziente hanno agito indipendentemente l’uno dall’altro
  2. I medici che hanno preso in cura il paziente ha svolto la loro attività in cooperazione e consapevolmente

Nel primo caso, in presenza di un concorso di colpa, ciascuno sarà chiamato a rispondere delle proprie omissioni.

Quindi, se un medico ha sbagliato per negligenza, non può essere esente da responsabilità scaricando sul successore la necessità di porre rimedio all’omissione. Cosìcchè se per l’omissione del suo successore si verifichi un evento dannoso a carico del paziente, la colpa medica sarà imputabile ad entrambi in concorso, pur avendo tenuto ciascuno una tenuta indipendente dall’altra.

Il secondo caso descrive la situazione dove il trattamento sul paziente viene svolto in  equipe, in collaborazione tra i medici.

Una situazione che ricorre spesso in ambito chirurgico.

In tale caso, ogni sanitario non può sottrarsi dal conoscere e valutare l’attività precedente o contestuale svolta da altro collega, sia pure specialista in altra disciplina, e dal controllarne la correttezza. Deve inoltre, se è il caso, porre rimedio o fare in modo che si ponga rimedio agli errori medici altrui che siano evidenti e non settoriali, rilevabili attraverso le comuni conoscenze scientifiche del professionista medio. Altrimenti può incorrere in responsabilità medica.

E’ doveroso esporre il dubbio anche quando l’azione ritenuta erronea è posta in essere dal capo-equipe.

Tutto va rapportato comunque al principio della responsabilità personale, che impedisce di addebitare la cooperazione colposa ad un soggetto estraneo alla condotta colposa di negligenza.

Quindi se è vero che al capo-equipe spetta l’onere del coordinamento e della supervisione, è altrettanto vero che allo stesso non vanno attribuite le responsabilità e gli errori medici degli altri sanitari componenti l’equipe medica, quando le stesse si compiono fuori dalla portata del suo controllo.

Un caso frequente di responsabilità d’equipe è la mancata rimozione dall’addome di un paziente di garze o ferri chirurgici.

La giurisprudenza ha più volte ribadito, su questo punto, che il controllo della rimozione dei ferri spetta all’intera equipe operatoria, cioè ai medici, che non può essere delegato al solo personale paramedico, avendo gli infermieri funzione di assistenza, ma non di verifica.

Naturalmente non può imputarsi una tale omissione colposa a colui che ne è completamente estraneo, come l’anestesista, che non ha nessun incarico di porre o estrarre tamponi.

Bisogna considerare poi, che, se l’intervento operatorio è da ritenersi concluso con l’uscita del paziente dalla camera operatoria, sul sanitario pesa comunque un obbligo di sorveglianza sulla salute del soggetto operato anche nella fase post-operatoria

Vittima di una Malasanità? Hai subito un Errore Medico? Non sai Come Ottenere il Giusto Risarcimento? Hai bisogno di Aiuto?

Clicca Qui

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Privacy Policy

 

Se Ti Serve Aiuto

eu-cookie-law">

Compila il Modulo

CLICCA QUI

Riceverai una risposta

ENTRO 24 ORE

RSSFeed

 

Iscriviti al nostro servizio

RSSFeed

eu-cookie-law">

Clicca Qui

 

 

Per maggiori informazioni su cosa sono gli RssFeed leggi questi due articoli cliccando Qui

 

BlogItalia - La directory italiana dei blog
BlogItalia - La directory italiana dei blog