Risarcimento Malasanità

La Responsabilità Specifica del Primario e dell’Aiuto

Il Primario di un reparto è titolare di una specifica posizione di garanzia nei confronti dei suoi pazienti.

Dal Primario dipende l’ organizzazione dell’unità operativa (impiego di mezzi e persone, il coordinamento e la sorveglianza sull’attività dei collaboratori, la programmazione dei progetti terapeutici e la pianificazione e la modalità di espletamento dei compiti assistenziali degli specializzandi) essendo passibile di responsabilità anche per aver scelto o utilizzato persona non sufficientemente esperta.

Su questo punto l’art 7 del D:P:R: 27 marzo 1969 n. 128 (ordinamento interno dei servizi ospedalieri) non lascia spazio a molti dubbi.

Al Primario, infatti, è dato il compito di controllare che il personale a lui subordinato operi in modo corretto ed eventualmente adottare tutte le cautele con il fine di  scongiurare danni a carico degli assistiti.

E’ vero che il Primario non può essere chiamato a rispondere di ogni evento dannoso che si verifichi in sua assenza nel reparto affidato alla sua responsabilità ma gli viene imposta la puntuale conoscenza delle situazioni cliniche che riguardano i degenti e la vigilanza sul personale sanitario.

E’ stato, per esempio, ritenuto responsabile del decesso di un paziente, a cui era stato somministrato protossido di azoto al posto dell’ossigeno in conseguenza dell’inversione dei tubi con susseguente inversione dei gas erogati, il primario ospedaliero del reparto di anestesia, per non acer verificato il corretto funzionamento dell’impianto di erogazione.

L’obbligo di verificarne il funzionamento, secondo la Cassazione, incombeva non solo al responsabile tecnico amministrativo ma  anche al Primario.

E anche la mancanza di un’apparecchiatura necessaria, non esime il Primario dal dover adottare tutti i possibili accorgimenti sostitutivi e di informare il paziente del maggior rischio connesso all’intervento.

Naturalmente va tenuta presenta la “regola dei doveri condivisi”, per cui ciascun operatore è tenuto a rispettare i doveri di vigilanza e di perizia, secondo le rispettive competenze.

La giurisprudenza ha escluso che il dovere di vigilanza e coordinamento del Primario si estenda alle operazioni routinarie affidata agli altri medici.

Quando Primario, Aiuto ed Assistente condividono le scelte terapeutiche, tutti insieme ne assumono la responsabilità medica.

Quando l’Assistente o l’Aiuto non condividano le scelte terapeutiche del Primario sono tenuti ad esprimere il proprio dissenso nel momento in cui si ritenga che il paziente sia a rischio.

La giurisprudenza ha osservato che in attesa dell’arrivo del Primario che ha riservato a sé un intervento chirurgico urgente, l’Aiuto non solo deve predisporre tutto l’occorrente all’operazione, ma, laddove il ritardo si protragga, deve procedere all’intervento, a suo giudizio non ulteriormente procrastinabile.

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