
Ogni professionista sanitario ha l’obbligo di informare il paziente su tutte le procedure mediche che rigurdano la propria sfera di compentenza.
Sul consenso informato, parte integrante della cartella clinica, in fin dei conti, si basa il rapporto medico-paziente e si devono rispettare certe modalità:
- effettività e correttezza: è necessario essere chiari sulle motivazioni che conducono alla scelta di un determinato trattamento sanitario
- atecnicità: il consenso informato deve poggiarsi su un linguaggio facilmente comprensibile alle persone più comuni.
- personalizzazione: la modalità d’informazione deve cercare di adeguarsi alla tipologia persona-paziente
- funzionalità e proporzionalità: è necessario fare riferimento ai rischi prevedibili non a tutti quelli ipotetici. E’ inutile creare improduttive ansie nei pazienti
L’informazione corretta da vita al consenso consapevole del paziente vero atto legittimante l’operato del medico.
L’importanza fondamentale del consenso informato è stata sottolineata dalla sentenza CC n. 471/1990, che afferma che nel concetto di libertà personale rientra quella della libera disposizione del proprio corpo.
Va da sé quindi che tutte le procedure dell’attività sanitaria necessitano del consenso informato del paziente.
Il rifiuto affermato dal paziente in grado di intendere e di volere deve far desistere il medico dal compiere la propria attività. Il medico difronte ad una chiara volontà del paziente deve attenervisi, sempre che questo non entri in conflitto con il principio dell’indipendenza e della dignità professionale.
Da sottolineare che il Codice Deontologico precisa che in quei casi in cui le condizioni di urgenza e pericolo negano la possibilità al paziente di esprimere il proprio consenso sulla pratica clinica che si va ad espletare, il medico deve prestare tutte le cure necessarie.
Il passaggio informazione – comprensione – consenso può essere un utile deterrente per limitare l’esplodere di casi di malasanità, di presunto errore medico e delle conseguenti richieste risarcitorie.
La leggibilità dei dati richiesti, per una buona informazione, primo passo verso la comprensione, è indispensabile. Il paziente potrebbe addirittura pretendere la trascrizione comprensibili di informazioni che si presentassero con una grafia illegibile.
La carente compilazione della cartella clinica può essere interpretata come una presunzione di colpa a carico del medico.



