Risarcimento Malasanità

 

Quello al quale ci riferiremo in queste pagine con il termine “malasanità”, sarà in un certo senso, il risultato finale della denuncia di Cornaglia Ferraris.

Se le premesse sono che l’organizzazione generale non funziona, che si pensa più al guadagno che alla salute è più facile che il paziente sia esposto alla possibilità di un errore medico che danneggi ulteriormente il suo stato fisico.

Quindi per “malasanità”, in queste pagine intenderemo una generica mancanza, omissione del servizio medico professionale che causa un danno al paziente, aggravando la sua situazione clinica.

Bisogna dire che i costi per il Sistema Sanitario Italiano causati da questa “malasanità”, stanno aumentando sempre più. I medici sono obbligati a sottoscrivere una specifica assicurazione per la responsabilità professionale al fine di coprire gli eventuali errori e l’entità della polizza varia dal tipo di specializzazione medica.

Ecco che allora nella comunicazione scientifica e divulgativa, come pure nella stampa quotidiana, accade sempre più frequentemente di incontrare espressioni come “medicina difensiva” o “pratica medica difensiva”.

Questi tipi di termini sono entrati in modo prepotente nel dibattito sulla responsabilità medica solo recentemente, ma descrivono una realtà consolidata da tempo in altri paesi, Stati Uniti soprattutto.

Il fenomeno “medicina difensiva” si basa sul fatto che l’eccezionale intensificarsi del contenzioso per responsabilità medica ha indotto l’operatore sanitario in generale, a “difendersi” adottando determinate misure e decisioni diagnostiche o terapeutiche, concentrando l’attenzione del suo operato più sull’evitare conseguenze di tipo giudiziario che sulla salute e la guarigione del paziente.

Alcuni esempi pratici sono ormai noti: eccessi di indagine diagnostica o di procedure di cura, esasperata burocratizzazione del rapporto con il paziente, gestione distorta del procedimento di acquisizione del consenso informato, riduzione delle prestazione cliniche più complesse, emarginazione dei pazienti più a rischio, ricorsi indiscriminati all’ospedalizzazione ecc.

Va comunque ricordato che spesso si finisce per tacciare come “pratica medica difensiva” ciò che è, al contrario, un uso perfettamente legittimo della discrezionalità professionale, del buon senso e della prudenza.

Indirizzare il paziente ad altre strutture specialistiche, approfondire le indagini diagnostiche, disporre un ricovero prudenziale, non sempre e necessariamente vanno comprese in una pratica di “medicina difensiva” ma corrispondono spesso a ineccepibili criteri di scrupolo professionale.

Quindi porre troppa enfasi sul fenomeno “medicina difensiva” può portare a conseguenze rischiose per il già delicato rapporto medico-paziente.

Semplificando e addirittura quasi banalizzando, si possono elencare i 5 modi con i quali si tentano di giustificare certi comportamenti medici passibili di essere indagati come casi di “malasanità“, come situazioni in cui di può presumere un errore medico:

  1. Non lo abbiamo fatto, non abbiamo commesso errori medici ma …

  1. Se lo abbiamo fatto è perché è considerato un rischio accettabile, non è secondo la procedura un errore medico…

  1. Se lo abbiamo fatto e non era un rischio accettabile allora il paziente non è stato danneggiato ma …

  1. Se il paziente ha subito un danno biologico, questo non è certo così grave e irreparabile …

  1. Non lo abbiamo fatto e se lo abbiamo fatto il paziente era d’accordo …

E’ estremamente raro il caso in cui la difesa ammette il danno da errore medico, le lesioni e la responsabilità medica del proprio assistito.

In questi rari casi la vertenza si risolve rapidamente senza la necessità di ricorrere ad azioni giudiziarie.

Per il resto il percorso verso la giusta riparazione per una “malasanità” subita necessita di pazienza, impegno e professionalità.

Ovvio che l’elenco fatto sopra è estremamente semplicistico ma dà l’idea di alcuni elementi che quasi sempre si riscontrano in un’azione risarcitoria per casi di responsabilità medica dovuti ad un errore medico, che si può tradurre in una mancata diagnosi, in un errata diagnosi, in un errore di procedura, nella valutazione errata di come procedere alla soluzione del problema, ecc..

Ora entriamo, senza timori reverenziali, più nello specifico ….

La paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno

J.W. Goethe

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