Risarcimento Malasanità

L’aborto è l’interruzione prematura della gravidanza. L’aborto può essere volontario, spontaneo o terapeutico (provocato per motivi medici)

Aborto spontaneo

L’ aborto spontaneo è la perdita non provocata del feto entro il centottantesimo giorno di gestazione. A seguito dei progressi compiuti nel campo della rianimazione neonatale, l’Oraganizzazione Mondiale della Sanità definisce l’aborto come l’espulsione dei “prodotti ovulari” di peso inferiore a 500 g.

L’aborto spontaneo accidentale ed isolato si differenzia dagli aborti spontanei ripetuti, che possono avere varie cause e che sono difficili da diagnosticare e trattare.

Gli aborti spontanei rappresentano il 10-20% delle interruzioni di gravidanza e gli aborti di tal genere si verificano  entro le prime 10 settimane dalla fecondazione.

E’ sempre necessario individuare le cause di un aborto per permettere di adottare un trattamento adeguato.

Le cause di un aborto possibili possono essere:

  • fattori legati agli organi genitali (ipoplasia o malformazioni uterine, sinechie, salpingite, fibroma e tumore uterino, dilatazione del collo dell’utero)
  • fattori ormonali (insufficienza di estrogeni o progesterone, insufficienza ormonale globale, ipotiroidismo, eccesso di androgeni)
  • fattori generici (carenze alimentari, intossicazioni, malattie infettive, diabete, sifilide, traumi di varia natura)

Nella fase iniziale della gravidanza, uno dei primi segni di un possibile aborto è la constatazione di piccole perdite di sangue rosso vivo, spesso indolori, accompagnate talvolta da coliche.

Il più delle volte la cura consigliata è il riposo assoluto a letto, accompagnato da antispastici o ormoni. Un’ecografia, comunque, consente di controllare il corretto posizionamento dell’embrione nell’ipotesi di una gravidanza extrauterina.

Nel caso si verificasse l’apertura del collo uterino, è necessario il cerchiaggio dell’utero e il riposo totale.

L’aumento crescente delle perdite di sangue e del dolore conseguente, è sintomo dell’avvicinarsi dell’aborto propriamente detto.

L’aborto si completa con l’espulsione sia del feto, sia della placenta. In questo caso non è necessario alcun trattamento successivo. Mentre, se rimane della placenta nella cavità uterina, si potrebbe andare incontro ad una emorragia e ad una infezione locale, che richiedono il ricovero e un esame dell’utero.

In questo caso verrebbe praticato una pulitura della cavità uterina con un intervento in anestesia generale e prescritta una cura antibiotica per prevenire un’eventuale infezione dell’utero.

L’individuazione della causa di un aborto permette di lavorare al fine di evitarne un secondo.

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