Risarcimento Malasanità

Le Complicanze

Le complicanze del diabete mellito riguardano sia il diabete di tipo 1, che il diabete di tipo 2 e la loro comparsa dipende dall’efficacia del controllo della glicemia.

Le complicanze croniche sono causate essenzialmente all’alterazione dei vasi sanguigni, piccoli (microangiopatia) e grandi (macroangiopatia).

La macroangiopatia è responsabile di arteriopatia degli arti inferiori e insufficienza coronarica.

La nefropatia diabetica colpisce il 10% dei pazienti e da luogo a proteinuria (passaggio abnorme di proteine nelle urine) che a lungo termine progredisce verso l’insufficienza renale.

Questa evoluzione è accelerata dall’insorgenza di un’ipertensione arteriosa. Il diabete mellito costituisce una delle principali cause di  insufficienza renale terminale.

La neuropatia diabetica è conseguente ad un danno dei nervi. Colpisce gli arti inferiori e comporta la perdita della sensibilità dei piedi.

La lesione dei nervi più grossi si osserva con minore frequenza. Comporta un deficit sensitivo e motorio nella parte del corpo attraversata dal nervo.

Il cosidetto “piede diabetico” è una conseguenza della neuropatia e dell’angiopatia. Il piede, insensibile al dolore e non sufficientemente irrorato dai vasi sanguigni, presenta un alto rischio infettivo e qualunque ferita richiede un trattamento immediato perchè può dar luogo a complicanze gravissime, che possono portare addirittura all’amputazione.

La retinopatia diabetica (lesione della retina) è una delle complicanze più frequenti nei soggetti con lunga durata di malattia.

Il trattemento fotocoaugolativo con il laser è in grado di rallentare o bloccare la progressione della lesione della retina, ma la retinopatia resta la prima causa di cecità nei Paesi Occidentali.

La chetoacidosi, rappresenta il punto finale del diabete non trattato, con accumulo di corpi chetonici nel sangue che induce acidosi. Oltre al rapido dimagrimento si riscontra presenza di vertigini, disturbi digestivi e spossatezza.

In assenza di trattamento la situazione precipita verso il coma.

Il coma ipersmolare (iperglicemia importante con disidratazione) è una complicanza rara del diabete.

Chetoacidosi e coma ipersmolare rendono necessario il ricovero d’urgenza in un centro specializzato e vengono trattati con somministrazione di insulina e liquidi di notevole quantità.

L’ipoglicemia (glicemia molto bassa dovuta alla mancanza di zuccheri) è sempre una possibile conseguenza della terapia ipoglicemizzante a base di insulina.

Si manifesta con stanchezza improvvisa, sensazione di fame, tremori e sudorazione abbondante.

Il trattemento consiste nella somministrazione in tempi brevi di zucchero per bocca o, in caso di coscienza ridotta o assente, per via endovenosa.

In casi di emergenza e in presenza di perdita di coscienza è utile la somministrazione per via sottocutanea di una dose di glucagone, ormone antagonista dell’insulina.

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