La Gravidanza Patologica

Qualunque evento che comporti un rischio per la madre o il bambino viene considerato patologico. Inoltre, la gravidanza è a rischio quando la paziente è affetta da una malattia preesistente e suscettibile di aggravarsi con la gestazione, di complicare il parto o di influire sullo stato di salute del feto.

Le gravidanze condotte in queste condizioni sono seguite con particolare attenzione e possono richiedere il ricovero in ospedale.

Tra le malattie che possono aggravarsi o riattivarsi con la gravidanza, vi sono il diabete, il lupus eritematoso sistemico, l’Aids, la drepanocitosi, alcune forme di cancro, affezioni cardiache come la stenosi mitralica e cardiopatie congenite oltre a patologie polmonari (asma), endocrine (ipertiroidismo, ipotiroidismo), e neurologiche (epilessia, sclerosi multipla).

Nella donna che ha un precedente di trapianto di rene, fegato o cuore, la gravidanza è a alto rischio. Tra gli altri fattori da considerare, vi sono obesità, forte consumo di alcol, tossicodipendenza, tabagismo ed età della gestante (meno di 17 anni e più di 38).

Nella valutazione medica di una gravidanza bisogna considerare le anomalie anatomiche ossee o uterine e la presenza di ipertensione arteriosa. E’ assodato che malaria cronica ed epatite virale spesso determinano un aborto spontaneo, pertanto le donne incinte affette da queste malattie vanno  sottoposte ad attenta sorveglianza.

Anche una gravidanza multipla viene considerata a rischio, perchè può concludersi in un parto prematuro.

Possibili patologie del Primo Trimestre

Durante il primo trimestre, le patologie più importanti sono le minacce di aborto, le gravidanze extrauterine e le gestazioni complicate da vomito. Le minacce di aborto si manifestano con dolori pelvici ed emorragie vaginali.

Se l’ecografia non mette in luce danni irreversibili all’uovo, un trattamento ormonale a base di progesterone, associato al riposo, talvolta permette di proseguire la gravidanza extrauterina.

All’inizio della gestazione, la gravidanza extrauterina, in cui l’uovo si impianta al di fuori dell’utero, presenta una gravità notevole per il rischio di rottura tubarica. Il trattamento è chirurgico e consiste nell’ablazione dell’uovo e alcune volte della tuba compromessa.

Anche il vomito incoercibile, causato dalle variazioni ormonali, può essere un fenomeno caratterizzante il primo trimestre.

Nella maggior parte dei casi si rivelano efficaci il riposo, un trattamento antiemetico, il digiuno. Può talvolta rendersi necessario il ricovero in ospedale.

Inoltre, se rosolia e toxoplasmosi incidono ben poco sullo stato di salute della madre, nel corso del trimestre, possono essere molto gravi per il feto.

Possibili patologie del Secondo Trimestre

La minaccia di parto prematuro rappresenta la principale patologia del secondo trimestre, e si prolunga anche nel terzo. Può causare contrazioni uterine indolori, che modificano progressivamente la cervice uterina. Il miglior trattamento è il riposo, accompaganto se necessario, da una terapia volta a diminuire o a far cessare le contrazioni uterine.

Il parto si considera prematuro si si verifica prima della trentasettesima settimana di amenorrea. Nel corso del secondo trimestre accade talvolta, che l’insorgenza delle contrazioni porti alla scoperta di una cervice uterina aperta. In tal caso, tra la dodicesima e ventunesima settimana, si procede al cerchiaggio.

Questo intervento associato al riposo e al mantenimento della posizione distesa, è spesso sufficiente a scongiurare la minaccia di aborto e permette in genere di portare avanti la gravidanza sino al termine normale e in ogni caso sino a una data tale da consentire la sopravvivenza del feto, dopo la ventottesima settimana.

Possibili patologie del Terzo Trimestre

Nel corso del terzo trimestre, la gravidanza può essere complicata da varie patologie materne come l’anemia, l’ipertensione arteriosa, la tossiemia gravidica, le infezioni urinarie e renali.

Possono succedere anche cause legate alle condizioni del feto come uno sviluppo eccessivo (macrosomia fetale) o un ritardo della crescita intrauterina, un eccesso di liquido amniotico (idraminios) o la sua insufficienza (oligoidramnios).

Possono rappresentare fattori di rischio per le emorragie cui danno luogo anche le anomale insezioni della placenta come la placenta previa.

 Inoltre se si dimostra la presenza di malformazioni fetali compatibili con la vita e tali da permettere la prosecuzione della gravidanza, è necessaria una sorveglianza maggiore e occorre programmare la nascita nel momento più favorevole in un centro specializzato da cui si possa aver accesso a un’unità di chirurgia pediatrica.

Alcune volte vengono tentati alcuni interventi chirurgici sul feto ancora in utero, per esempio nel trattamento di alcune ernie diafframmatiche.

Le ecografie nella Gravidanza

L’ecografia del primo trimestre permette di risalire con precisione alla data della fecondazione (quindi di prevedere il termine della gravidanza) e di vedere quanti feti sono presenti in utero.

L’ecografia del secondo trimestre ha lo scopo di verificare la morfologia del feto e studiarne la crescita.

L’ecografia del terzo trimestre offre indicazioni sulla presentazione del feto (di testa, posteriore o spalla), permette di controllare i suoi indici e quelli della madre e di verificare la posizione della placenta.

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