Risarcimento Malasanità

I parametri da considerare nella valutazione dell’esame cardiotocografico sono:

  • linea base
  • variabilità
  • variazioni periodiche: accelerazioni e decelerazioni

Linea di Base

Non è sempre semplice individuare una linea di base. Esiste la possibilità di confondere la linea di base con accelerazioni persistenti.

La considerazione e la valutazione in caso di dubbio va fatta prendendo in considerazione il quadro clinico generale, i monitoraggi precedenti, l’andamento successivo del tracciato.

Bisogna anche tener presente che in una nascita pretermine la linea di base tende verso  valori ai limiti superiori della norma.

Si possono distinguere, secondo i valori rilevati, una linea di base:

  • rassicurante: tra i 110 e i 160 bpm
  • tachicardia lieve: tra i 161 e i 180 bpm
  • tachicardia grave: sopra i 180 bpm
  • brachicardia lieve: tra i 100 e i 109 bpm
  • brachicardia grave: sotto i 100 bpm

La maggior parte delle aritmie fetali è di natura benigna e si osserva che nell’arco delle 24 ore la situazione tende alla normalizzazione.

E’ assodato che tachiaritmie persistenti possono causare idrope fetale, bradiaritmie persistenti possono rivelare una patologia cardiaca anche se solo in rari casi portano all’ipossia o acidosi fetale.

Variabilità

La variabilità della linea di base è definita dall’ampiezza e dalla frequenza delle oscillazioni. La normale coincidenza dei due parametri, ha portato, nella pratica a valutare solo l’ampiezza.

Una variabilità rassicurante viene rilevata da valori maggiori o uguali a 5 bpm.

Qualche preoccupazione può sorgere davanti a valori minori di 5 bpm per un periodo compreso tra i 40 e i 90 minuti, tanto da considerare la variabilità, non rassicurante.

Decisamente anormale è una variabilità che presenta valori minori a 5 bpm per più di 90 minuti.

Variazioni Periodiche

Accelerazioni

Viene definita “accelerazione” un aumento transitorio della frequenza cardiaca fetale di 15 o più bpm e della durata di almeno 15 secondi.

Bisogna dire che la presenza di accelerazioni è indice di benessere fetale, anche se, in presenza di un tracciato normale non è molto chiaro come si debba interpretare l’eventuale assenza di accelerazioni.

Decelerazioni

Le decelarazioni si distinguono in uniformi e variabili.

Le decelerazioni uniformi hanno una forma simile una all’altra in modo speculare alla forma della contrazione uterina.

Le decelerazioni uniformi si dividono in:

  • Precoci: decelerazioni ripetitive che coincidono con la contrazione e evidenziano il ritorno alla linea di base prima della fine della contrazione
  • Tardive: decelerazioni ripetitive che inizia dopo l’inizio della contrazione e evidenziano il ritorno alla linea di base dopo la fine della contrazione. Se la variabilità è normale, sia sulla linea di base sia all’interno della decelerazione, la decelerazione tardiva può far sospettare l’ipossia di un feto ancora compensato. Se la variabilità non è rassicurante o addirittura patologica il feto può essere in acidosi. In tali casi la decelerazione può essere appena accennata.

Le decelerazioni variabili hanno invece una forma inversa una dall’altra e il rapporto con le contrazioni sono variabili.

Le decelerazioni osservabili sugli esami cardiotocografici sono quasi sempre decelerazioni variabili.

Le decelerazioni variabili, considerate in base alla durata e alla frequenza si distinguono in:

  • decelerazioni variabili brevi:
  • durata inferiore ai 30 secondi indipendentemente dalla frequenza raggiunta
  • frequenza maggiore agli 80 bpm indipendentemente dalla durata
  • frequenza compresa tra 70 e 80 bpm e durata inferiore ai 60 secondi
  • decelerazioni variabili medie:
  • frequenza minore di 70 bpm e durata compresa tra i 30 e i 60 secondi
  • frequenza compresa tra 70 e 80 bpm e durata maggiore ai 60 secondi
  • develerazioni variabili gravi:
  • frequenza minore dei 70 bpm e durata maggiore ai 60 secondi

Le decelerazioni variabili sono causate generalmente da compressione del funicolo in posizione anomala.

Nelle forme lievi non hanno nessun tipo di influenza sullo stato di benessere fetale, mentre nella forma media e grave, se persistono per lungo tempo, possono alterare i meccanismi di compensazione del feto.

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