Risarcimento Malasanità

L’infarto del miocardio è una necrosi del muscolo cardiaco, il miocardio in conseguenza dell’ostruzione dell’arteria coronaria.

Nell’ infarto del miocardio si interrompe l’alimentazione sanguigna di una parte del cuore. Le cellule del miocardio, senza sangue e ossigeno muoiono, liberando enzimi cardiaci che distruggono il tessuto circostante.

L’ infarto del miocardio è un affezione frequente che colpisce soprattutto gli uomini (due volte più delle donne), spesso prim dei sessant’anni di età.

L’ infarto del miocardio si verifica in pazienti che presentano determinati fattori di rischio come  tabagismo, ipertensione arteriosa, un livello di colesterolo superiore ai 240 mg/dl, diabete, abitudini di vita sedentarie, eccessive pressioni in campo professionale.

Nella metà dei casi l’infarto del miocardio si manifesta dopo un periodo più o meno lungo durante il quale il soggetto soffre di  angina pectoris. Questi dolori si localizzano dietro lo sterno e possono irradiarsi al braccio sinistro e verso la mandibola e la schiena.

Nella metà dei casi l’infarto del miocardio non è preceduto da alcuna manifestazione dolorosa che consenta di prevederne l’insorgenza. Alcune forme d’ infarto del miocardio, dette silenti, non danno luogo ad alcun segno clinico e vengono diagnosticate per caso, in occasione di un elettrocardiogramma.

La diagosi è possibile sin da subito con l’uso di due esami complementari:

1. Il dosaggio ematico degli enzimi cardiaci

2. L’elettrocardiogramma che evidenzia i segni di sofferenza acuta del miocardio.

Se sussistono ancora dei dubbi si può praticare d’urgenza una coronagrafia, che permette di visualizzare attraverso una sonda endovascolare, l’occlusione dell’arteria, alla cui liberazione spesso si procede nel momento stesso in cui si svolge l’indagine.

Nella cura e nel trattamento dell’ infarto del miocardio sono stati compiuti notevoli progressi nel corso degli ultimi 15 anni.

Nell’ infarto del miocardio è fondamentale intervenire precocemente, in quanto l’arteria deve essere liberata il prima possibile (entro sei ore).

Una coronagrafia permette di valutare la disostruzione dell’arteria. La coronagrafia, in presenza di infarto del miocardio, ha il vantaggio di permettere una valutazione globale della lesione.

In caso d’infarto del miocardio la degenza in ospedale può durare, a seconda della gravità, dai 5 ai 10 giorni, e, all’occorenza, essere accompagnata da un periodo di recupero in una struttura specializzata. La ripresa delle attività è di solito possibile dopo 2 settimane o in casi più gravi dopo un mese.

Le conseguenze di un infarto del miocardio dipendono molto dall’estensione del danno. La morte improvvisa si verifica quasi sempre nelle prime ore che seguono la crisi, cosa che rende di vitale importanza la prontezza e la tempestività del ricovero. Talvolta possono sorgere delle complicanze nei primi giorni ma l’evoluzione di un infarto del miocardio è generalmente favorevole con una mortalità che resta al di sotto del 10%.

Prevenire un infarto del miocardio significa eliminare i fattori di rischio: fumo di sigaretta, ipertensione arteriosa, diabete ecc. Presuppone anche l’immediato trattamento di un’eventuale angina pectoris mediante somministrazione di nitroderivati e simili.

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