Risarcimento Malasanità

L’ecografia svolge da tempo un ruolo fondamentale nello studio e nell’indagine degli organi pelvici.

E’ una metodica che presenta vari vantaggi: non è invasiva e non presenta problemi nel ripeterla più volte; non utilizza radiazioni ionizzanti; non presenta costi eccessivi; è praticamente presente in tutte le strutture sanitarie.

La sua importanza si misura soprattutto nella gestione clinica di casi come l’ emorragia genitale, dolore pelvico riconducibile ad una patologia dell’utero o degli annessi, un decremento dell’emoglobina pur in assenza di un’emorragia.

Nelle situazioni sopradescritte spesso si è in presenza di una gravidanza, che normalmente è responsabile della patologia.

L’ecografia può seguire un approccio sovrapubico o endovaginale.

Con l’approccio endovaginale si ha il miglior contatto tra trasduttore ed organi pelvici, che può permettere di  superare quelle difficoltà tecniche che spesso ostacolano l’esame sovrapubico (obesità, cicatrici cutanee, meteorismo).

Mediante l’ecografia si riesce infatti, a circoscrivere l’origine del dolore, valutare la condizione clinica dei singoli organi pelvici e l’eventuale presenza di tumefazioni.

Il limite principale dell’ecografia eseguita per via transvaginale è rappresentato dal ristretto campo di vista rispetto all’esame per via sovrapubica.

Di conseguenza, in casi in cui l’eventuale tumefazione superi per dimensioni o localizzazione il campo visivo della sonda endocavitaria, è meglio completare l’indagine con l’approccio sovrapubico.

L’ecografia è quindi la metodica diagnostica più utilizzata per la valutazione delle emergenze ostetriche e ginecologiche.

Le emergenze ostetriche ginecologiche si presentano spesso in maniera drammatica con imponenti perdite ematiche dai genitali esterni.

La varietà dei quadri clinici costringe sempre una diagnosi differenziale con altre patologie (coliche appendicolari o coliche renali) che possono far pensare ad una patologia ostetrico-ginecologica.

In una situazione di patologia acuta ginecologica o ostetrica è necessario una tempestiva diagnosi sotto il profilo anestetico-clinico-laboratoristico.

Molto importanti sono i dati relativi all’età della paziente, alla fase del ciclo mestruale ed all’assunzione di farmaci.

L’ecografia va eseguita sempre dopo l’esame pelvico bimanuale della paziente. Il alcuni casi tuttavia (paziente obesa) l’ecografia può sostituire l’esame pelvico bimanuale.

Va tenuto conto che un’urgenza di tipo ginecologico può capitare in ogni fase della vita della donna, con particolare frequenza nel periodo postpuberale e durante la vita riproduttiva, mentre è meno frequente nel periodo postmenopausa.

I periodi più  a rischio emergenza di tipo ostetrico sono il primo e il terzo trimestre di gravidanza.

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