Risarcimento Malasanità

Le Emergenze del Primo Mese di Gravidanza

Per il giusto inquadramento clinico delle emergenze del primo mese di gravidanza, è importantissima la conoscenza di ogni singola fase della formazione dell’embrione e dei fisiologici adattamenti delle strutture anatomiche. A tutto questo è legata la corretta interpretazione dell’ecografia.

L’ecografia con sonda transvaginale è indiscutibilmente la tecnica strumentale più diffusa per l’osservazione delle fasi precoci della gravidanza che ne consente lo studio con una settimana di anticipo rispetto alla via transaddominale.

Davanti ad un caso di sanguinamento anomalo, di dolori pelvici e in presenza di un test di gravidanza positivo, le possibilità diagnostiche sono legate ad un aborto nel 30% dei casi, ad una gravidanza extrauterina nel 10-15% dei casi o ad una gravidanza molare nello 0,2% dei casi.

In un caso che presenta la minaccia di aborto, quando non si evidenzia l’embrione, l’ecografia deve essere ripetuta dopo una settimana. Se la camera gestazionale non è cresciuta e l’attività cardiaca non è comparsa, la gravidanza non è evolutiva.

I fattori di rischio determinanti nell’evoluzione della gravidanza sono rappresentati dall’età gestazionale, dalla  frequenza cardiaca fetale e dalla discrepanza tra le dimensioni del sacco e la lunghezza del vertice-sacro.

Le raccolte ematiche intrauterine sono molti comuni in gravidanza. Possono presentarsi in tutte le fasi della gravidanza, ed essere clinicamente silenti o far parte del quadro clinico di una minaccia d’aborto o di un distaccamento di placenta.

E’ utile ricordare che una donna in grado di concepire potrebbe incorrere in una gravidanza in una sede diversa dalla cavità uterina con un’incidenza variabile da 1/30 a 1/300.

L’incidenza della gravidanza extrauterina è aumentata negli ultimi anni grazie alla migliorata possibilità di diagnosi. La mortalità è diminuita dal 35,4 al 3,4 per mille.

L’aumento dei casi è causato dall’aumento del numero di pazienti a rischio per flogosi pelviche, interventi chirurgici sulle tube, fecondazioni assistite ed aumento dei casi diagnosticati.

Le pazienti con un precedente di gravidanza extrauterina hanno un rischio da 7 a 13 volte maggiore che l’evento si ripeta poiché i fattori alla base del primo episodio rimangono inalterati e presenti.

Il 95% delle gravidanze ectopiche si impianta a livello tubarico, tra l’1 e il 3% ha una localizzazione ovarica, in meno dell’1% ha una localizzazione addominale e cervicale.

Il pericolo maggiore per la paziente è la rottura della tuba.

E’ possibile la diagnosi ecografica di un gravidanza extrauterina nel 80-85% dei casi e nello 0,5-1% dei casi si ha una diagnosi “falsamente positiva”.

Migliori risultati si ottengono se si associa l’ecografia con i dati biochimici (dosaggio sul sangue materno dell’ormone hCG).

La diagnosi certa di una gravidanza extrauterina si ha quando la camera gestazionale e l’embrione con attività cardiaca sono visualizzati dall’ecografia in sede ectopica, per via trasaddominale o per via transvaginale.

Quando la gravidanza è endouterina ad impianto cervicale, la diagnosi ecografica può essere sospettata per l’impianto particolarmente basso del castone gestazionale.

L’emorragia che non si arresta dopo la revisione della cavità uterina induce a ricorrere a nuova ecografia.

La malattia trofoblastica gestazionale  comprende un vasto spettro di disordini di troboflasto che includono la mola parziale, mole completa, invasiva ed il carcinoma.

Il frequentissimo uso dell’ecografia vaginale nel primo trimestre di gravidanza ha permesso un precoce trattamento di molte gravidanze molari, prima che i classici segni clinici si presentassero.

Nella mola completa, i sintomi e i segni possono essere il sanguinamento vaginale irregolare (nel 97%), utero di dimensioni maggiori rispetto all’epoca di amenorrea (nel 50% dei casi), cisti ovariche, iperemesi, passaggio vaginale di materiale simili agli acini, sintomi polmonari inspiegati in una gravidanza iniziale, tireotossicosi.

Il quadro clinico della mola parziale è invece molto simile a quello dell’aborto incompleto e la diagnosi è istologica.

L’ecografia resta un esame affidabile per diagnosticare casi di gravidanza molare completa. Non lo è sempre per i casi di mole parziale.

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