Risarcimento Malasanità

Le metodologie attraverso le quali si espleta la sorveglianza del benessere fetale in travaglio di parto si possono suddividere:

  • metodi clinici: valutazione della quantità e del colore del liquido amniotico, auscultazione intermittente del battito cardiaco fetale
  • metodi biofisici: monitoraggio elettronico del battito cardiaco fetale (EMF), test di stimolazione tattile e vibroacustica del feto
  • metodi biochimici: valutazione del pH e dell’equilibrio acido-base su microprelievo di sangue dallo scalpo, ossimetria pulsata fetale

Metodi clinici

Un liquido amniotico scarso e un liquido amniotico tinto di meconio sono tradizionalmente considerati segni potenziali di rischio per il feto.

Il meconio è materiale gastrointestinale emesso dal feto in risposta sia a normali processi fisiologici (maturazione del tratto gastroenterico) sia a un  processo patologico (insulto ipossico)

Si distinguono, in letteratura medica, tre gradi di liquido amniotico tinto:

  1. T1: un buon volume di liquido amniotico leggermente colorato di meconio
  2. T2: un volume accettabile di liquido amniotico con una forte sospensione di meconio
  3. T3: meconio denso con aspetto simile a “purea di spinaci”

La presenza di meconio nel liquido amniotico in travaglio, va detto, non rappresenta matematicamente un segno di sofferenza fetale.

Resta però, statisticamente, una evidente associazione tra la presenza di liquido amniotico tinto e basso punteggio di Apgar alla nascita e il conseguente riscontro di acidosi neonatale e di sindrome da aspirazione di meconio.

Il riscontro di oligoidramnios (volume di liquido amniotico inferiore ai 500 ml) o di anidramnios (assenza di liquido amniotico) deve essere comunque considerato un segnale di allarme.

Per quanto riguarda il battito cardiaco fetale, bisogna dire che viene usualmente controllato ad intermittenza mediante auscultazione con lo stetoscopio, anche se odiernamente viene fatto sempre più uso del trasduttore a ultrasuoni.

Il battito cardiaco fetale va auscultato per un minuto, nell’intervallo tra due contrazioni, ogni 15 minuti durante il primo stadio del travaglio e ogni 5 minuti durante il secondo stadio del travaglio.

Alcuni elementi restano fondamentali per rendere efficace l’auscultazione del battito cardiaco fetale:

  • presenza di personale esperto
  • presenza di un ostetrica dedicata alla partoriente
  • valutazione attenta del polso materno-fetale
  • rilevazione del battito cardiaco fetale per un minuto intero nella pausa tra due contrazioni

In presenza di travaglio a basso rischio l’auscultazione intermittente del battito cardiaco fetale rappresenta un buon metodo di monitoraggio fetale. Ed è buona regola registrare nella cartella clinica i dati relativi al battito cardiaco fetale.

In una situazione nella quale è reso difficoltoso osservare le indicazioni sovraesposte o quando si rilevi un battito cardiaco fetale non rassicurante è più che giustificato ricorrere al monitoraggio elettronico fetale.

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