Risarcimento Malasanità

 

“Dottore ho un nodulo nel seno destro … proprio qui. Credo si sia svillupato negli ultimi tempi”

Tra le cause di situazioni definite di “malasanità” ci sono gli errori diagnostici, spesso legati al ritardo nel rilevare tumori che si rivelerà mortale per il paziente.

Quando un paziente sottopone un problema specifico, il medico è tenuto a esaminarlo e ad effettuare una valutazione clinica. In casi di presunta presenza di un cancro al seno devono essere effettuati precisi esami sanguigni. L’errore medico, in questo caso diagnostico può essere dietro l’angolo.

Bisogna valutare se il seno presenta una conformazione predisposta alle formazioni di cisti (naturali) o se il problema evidenziato si presenta sotto la forma della novità, come un caso isolato. Bisogna anche considerare se si è in corrispondenza del ciclo mestruale che può talvolta favorire la formazioni di cisti.

Le valutazioni e le possibilità d’azione sono molte. Si può attendere gli sviluppi o meno di questa ciste, si può passare subito alla visita  di esperto di chirurgia al seno per una biopsia. C’è la possibilità di una radiografia, un sonogramma o una mammografia. Dipende dalla scelta del medico il passo successivo verso la giusta valutazione e quindi la giusta cura.

Molte donne scelgono la visita del chirurgo esperto che di solito attraverso un ago riesce a reperire il tessuto sufficiente per sottoporlo ad un esame al microscopio per dare una risposta più pregnante.

Di certo, il comportamento più adeguato in caso di percezione di un nodulo al seno è quello di non sottovalutarlo e magari di non accontentarsi di una prima risposta tranquillizante del  medico, e spesso si rivela saggio ottenere un secondo parere.

Di certo è che se il nodulo cresce nelle sue dimensioni bisogna assolutamente sottoporsi a visita specialistica, per una valutazione corretta. Tenete presente che esami come la mammografia o il sonogramma presentano dei margini di errore.

Il caso più comune di malasanità in presenza di cancro al seno per un consulente è la lettura sbagliata di un esame che non permette il pronto riconoscimento del problema.

Ovvio che questo rappresenta una base di partenza solida per un percorso di pretesa risarcitoria. Allora il punto focale diventa: quale danno ha provocato il ritardo di diagnosi?

A causa del ritardo diagnostico il tumore si è diffuso in altre parti del corpo? Se la diagnosi esatta fosse stata tempestiva si sarebbe potuto limitare le conseguenze ad una sola parte isolata del seno?

In che stato progressivo è il cancro quando viene rilevato?

Si sa che un tumore attraversa varie fasi, come insegna la medicina. Fase 1, fase 2, fase 3 ecc che stanno indicare sostanzialmente la progressività della malattia da un ambito di diffusione localizzato e contenuto via via verso situazioni di diffuione cangerogena generalizzata e irreparabile.

Quindi sapere l’esatta fase in cui si trovava il tumore al momento della mancata diagnosi e l’esatta fase in cui versava la situazione della malattia la momento del suo tardivo riconoscimento diventa una discriminante importante per intraprendere con successo un’azione risarcitoria.

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