
Facendo riferimento a quanto dispongono gli articoli 2935 e 2946 del cod. civile, poichè la responsabilità professionale del medico s’inquadra nell’ambito contrattuale, la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere e si compie nel termine di dieci anni da esso.
Va sottolineato che nel caso di responsabilità contrattuale, come viene considerata oramai quella medica, possono costituire ostacolo alla prescrizione soltanto gli impedimenti legali e non anche agli ostacoli che si possono far risalire all’ignoranza del titolare circa l’esistenza del diritto o l’incuria dello stesso nell’accertarsene.
Anche in caso di danno rimasto occulto, il termine di prescrizione inizia a decorrere dal momento dell’esteriorizzazione di esso, sempre quindi, dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.
Occorre anche considerare le conoscenze specifiche della persona offesa. L’appartenere ad una determinata categoria sociale e professionale nella quale si possa da per scontato delle cognizioni tecnico-scientifiche particolari, può rendere più elevata la soglia dell’onere di diligenza e prudenza richiesta alla persona “comune”.
Nelle malattie lungolatenti la gravità delle conseguenze si possono manifestare solo a distanza di tempo, spesso molto tempo, dopo il verificarsi del contagio.
Ad esempio la sieropositività all’AIDS può essere addirittura asintomatica e protrarsi per anni, prima che mostri evidenzi tutte le potenzialità nocive.
La durata della prescrizione del diritto al risarcimento dei danni derivante da fatto illecito (ravvisabile, per esempio, nei confronti del Ministero della Salute) è fissata in cinque anni, termine prorogabile qualora il fatto sia considerato dalla legge come reato e per questo si applichi una prescrizione più lunga, mentre il termine di prescrizione, ove si faccia valere la responsabilità del medico o della struttura è quella ordinaria di 10 anni.




operata x istiocitoma alla mandibola,nel 2001 e ricostruzione con innesto mio cutaneo peroneale,non posizionato correttamente,attualmente soffro,nell’aprire la bocca,difficoltà per protesi,labbra e mento tagliati,non sorrido più da 10 anni,difficoltà a parlare,dolori alle articolazioni.Chiedo posso avere un risarcimento e faccio in tempo visto che son passati quasi 10 anni?
La prescrizione è di 10 anni ed è perentoria. Se ha intenzione di agire lo deve fare al più presto.
A seguito di un operazione di estrazione del dente del giudizio, parzialmente incluso, situato a destra nell’arcata inferiore ho subito danni alla lingua. L’operazione è stata eseguita male in quanto dopo all’incirca un’ora il dottore che mi stava operando ha mostrato segni di agitazione dovuti dalla difficoltà ad esportare il dente e successivamente alla frantumazione involontaria dello stesso. A causa dell’anestesia ho avuto parte del viso e l’intera lingua addormentati per diverse ore dopo l’intervento. Inoltre per la forzata apertura della bocca per più di un’ora ho subito in blocco momentaneo della mascella che ho risolto prendendo per alcune settimane il Valium. I giorni successvi oltre ad avere ancora parte del viso gonfio ho notato che metà lingua (la parte destra) è rimasta intorpidita. Il dottore mi ha tranquillizzata dicendomi che capita e che nel giro di qualche mese al massimo un anno sarebbe tornata normale. Così non è stato. In questi anni (6 all’incirca) non è cambiato niente anzi ho notato due cose:
1) in alcuni momenti mi fa male senza motivo
2) passando il filo interdentale tra i denti situati nella parte inferiore destra sento un forte dolore alla lingua, simile ad un ago conficcato nella carne.
Qualche mese dopo l’operazione, l’assistente alla poltrona dello studio, in gran segreto, mi ha consigliato di cercarmi un altro dentista perchè il “dottore” non era più in grado di svolgere la sua professione, ormai anziano.
Ho consultato alcuni dentisti ma tutti mi hanno detto che se la lingua non riprende dopo un anno il danno è irreversibile.
Non ho mai avanzato nessuna via legale perchè credo che è difficile se non impossibile diagnosticare la lesione.