Risarcimento Malasanità

Un potenziale cliente di un caso di malasanità chiama al telefono e comincia a raccontare con la comprensibile e naturale emotività il proprio presunto caso di errore medico.

Questo può talvolta impedire di seguire con la necessaria attenzione la linea temporale del caso, può talvolta impedire di comprendere il danno subito e il nesso con il comportamento del sanitario, in un escalation di difficoltà di comprensione della comunicazione del fatto che porta addirittura a chiedersi del perchè della telefonata.

Ecco che la cosa migliore da fare, per entrambi, il cliente che ha bisogno di aiuto e il consulente che può fonirlo, è che quest’ultimo prenda in mano la situazione e con garbo interrompa il proprio interlocutore per porgerli una semplici domanda che può incanalare la comunicazione nel modo più efficiente ed efficace per entrambi.

Una semplic domanda diretta che porta in sè due parti fondamentali per circoscrivere la situazione di presunta rsonsabilità medica:

Quale errore sanitario pensi sia stato commesso che ha condotto a un danno considervole e permanente?

E’ una domanda che spesso interrompe il flusso di comunicazione dell’interlocutore, perchè lo obbliga a riflettere. Se, usualmente, non ci sono difficoltà ad indicare i presunti “mal-comportamenti” del sanitario, occorre più concentrazione per collegare tale comportamento a un danno fisico conseguente,  e ancor di più ad indicare se questa conseguenza-danno debba essere di una certa entità e considerata nei suoi risvolti permanenti.

Così la realtà rivela che se tutti i contatti e le telefonate sono potenzialmente dei casi di malasanità, dopo la prima analisi, più di qualcuna non presenta gli elementi necessari per pretendere con soddisfazione la riparazione del danno, almeno qui in Italia.

Nella domanda sopra esposta ci sono riassunti tutti gli elementi necessari e fondamentali per considerare un caso meritevole di un’azione di richiesta risarcitoria.

In ogni caso di malasanità, infatti, bisogna poter individuare tre elementi:

1. Che vi è stato un comportamento da parte del sanitario o della struttura che si è allontanato da quella che è considerata la “buona cura”.

2. Che questo “mal-comportamento” ha causato un danno fisico.

3. Che questo danno è considerevole e permanente.

Molto spesso c’è molto da parlare sui primi due elementi mentre il terzo si rivela la discriminante finale sul considerare un presunto caso di responsabilità medica meritevole di approfondimento.

Il Consulente poi ha l’obbligo di riferire che la presenza essenziale e contemporanea di questi tre elmenti deve essere confermata dalla approfondita analisi e valutazione di un equipe di medici esperti.

Se solo uno di questi elementi manca, la strada verso il risarcimento si fa davvero in salita.

Vittima di malasanità? Eccoti un aiuto …

Una risposta a Malasanità: Una domanda che il tuo Consulente dovrebbe sempre porti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Privacy Policy

 

Se Ti Serve Aiuto

eu-cookie-law">

Compila il Modulo

CLICCA QUI

Riceverai una risposta

ENTRO 24 ORE

RSSFeed

 

Iscriviti al nostro servizio

RSSFeed

eu-cookie-law">

Clicca Qui

 

 

Per maggiori informazioni su cosa sono gli RssFeed leggi questi due articoli cliccando Qui

 

BlogItalia - La directory italiana dei blog
BlogItalia - La directory italiana dei blog